La Nuova Sardegna

Il report Agenas

Pazienti oncologici, la Sardegna resta indietro

Pazienti oncologici, la Sardegna resta indietro

L’isola è una delle sei regioni in cui la rete di assistenza non è stata ancora attivata

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Roma La Sardegna è una delle cinque regioni ancora indietro dal punto di vista dell’attuazione dell’assistenza ai pazienti oncologici. Lo dice il rapporto Agenas, che nella sesta indagine nazionale esamina la situazione delle reti oncologiche regionali sulla base di alcuni parametri tra cui presa in carico, tempi d'attesa e l'indice di bacino. La Rete oncologica regionale è il modello organizzativo funzionale che garantisce "l'ottimizzazione della presa in carico in termini di percorso, processo ed esito per ciascuna patologia oncologica, si avvale di strumenti tecnico-organizzativi a garanzia di un efficace percorso condiviso, attraverso l'attività in coordinamento funzionale e vede impegnati le Regioni e i professionisti", ricorda il report dell'Agenas.

I risultati. Sono sei le regioni totalmente performanti: si tratta di Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte/Valle d'Aosta, Veneto e Lazio. “Le Regioni e province autonome che hanno effettivamente strutturato la rete e questa è attuativa da tempo, in modo da definire processi, meccanismi operativi, coordinamento dei centri della rete, definizione dei Pdta condivisi e organizzazione di strutture e personale, risultano avere una performance migliore in termini di esiti - si legge nel report - L'analisi approfondita dei singoli indicatori sottolinea come ci possa essere una netta differenza tra le Regioni e province autonome. totalmente performanti, anche in accordo con la loro organizzazione/governance di rete (Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte/Valle d'Aosta, Veneto e Lazio), rispetto a Regioni in cui il raggiungimento della performance di esito è legato maggiormente alla produttività di singoli centri che avocano a sé elevata capacità produttiva e soddisfacimento della domanda interna ed esterna alla rete, anche se tuttavia non integrato in un sistema di rete: Lombardia e Friuli Venezia Giulia”.

Chi cresce Secondo l'Agenas, "si apprezza una crescita rispetto al 2022 per alcune Regioni quali Campania, Umbria, Abruzzo, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, che, essendo partite da una riorganizzazione della rete, stanno mostrando un sempre crescente impatto favorevole sugli esiti”.

Chi è stabile “Si osserva la stabilità di Liguria, Sicilia, provincia di Bolzano e di Trento, pur nella differenza di popolazione e di richiesta di prestazioni oncologiche da soddisfare".

Chi resta indietro “Rimangono da supportare nella definizione della rete e nella sua successiva attuazione Calabria, Molise, Marche, Basilicata e Sardegna in cui appaiono evidenti anche dalla mobilità e dall'incompleta risposta al soddisfacimento della domanda interna dei pazienti residenti, i margini di miglioramento dei processi di base della rete e della sua implementazione".

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