Il menù per cani? Costa 100 euro: i conti folli del ristorante dei vip
La Scogliera alla Maddalena conquista sceicchi e super ricchi ma fa discutere
Sassari Ci risiamo. È tornata l’estate di vip e magnati che arrivano solo in yacht, di tavolate esagerate, di crudité a tre zeri. Se il ristorante “La Scogliera” è diventato famoso, è per i prezzi d’oro. Dopo i sigilli per una veranda abusiva e una stagione 2024 tormentata, la giostra ha ripreso a girare. Le pizze a 110 euro avevano fatto un po’ meravigliare e tanto indignare, e allora quest’anno dalla cucina rispondono a tono: una pizza con tartufo costa almeno 140 euro.
Nero su bianco sul menu, nero su bianco sullo scontrino. Da queste parti, nell’insenatura di Porto Massimo, alla Maddalena, il conto finale di un pranzo raggiunge cifre impossibili. Anche più di 15mila euro. «Eh, per forza, sennò avrei già chiuso», risponde sornione Andrea Orecchioni, detto “Cicero”.
Crudi e aragoste Il suo locale si porta dietro la fama di più caro della Sardegna, lui si affretta ad affiancargli i concetti di esclusività e lusso. Sono il miele che attira i ricchi clienti. «Chi ha i soldi e viene qua riceve un servizio e cibo buono, ma soprattutto grande divertimento. E vi assicuro che chi è abituato a spendere non si fa alcun problema». Cita un gruppo «importante» di persone venute da Mosca due giorni fa. «Hanno speso bene, non dico quanto, ma in compenso sono rimasti quattro ore ed erano contenti dell’esperienza». Il plateau royal con il pescato fresco a più piani viene messo al centro del tavolo al costo di 1.500 euro. «La novità del menu è il percorso di degustazione dell’aragosta». Si parte con l’aragosta alla catalana, poi con spaghetti alla chitarra e gran finale con aragosta in teglia con salsa di champagne e tartufo. Bisogna mettersi comodi, aggiustarsi il bavaglio al collo ed essere pronti a spendere mille euro a testa. Sì, “La Scogliera” è decisamente il regno dell’opulenza, del paradosso all'insegna del «qui tutto è possibile». È un continuo di esagerazioni e cifre gonfiate senza senso (ha ancora successo il menu per cani a 100 euro), in quell'angolo della Maddalena fanno parte del gioco.
Aperture e chiusure L’estate 2023 è stata quella dalla grande eco mediatica. Il ristorante è finito sotto la lente d’ingrandimento dei media nazionali, curiosi di raccontare quello scorcio festaiolo e dorato. A fine settembre dello stesso anno era arrivata anche l’attenzione del gip di Tempio che aveva disposto il sequestro del locale. Il corpo forestale aveva apposto i sigilli per una veranda esterna non a norma, tra gli scogli a picco sul mare. Per questo motivo la stagione 2024 è stata travagliata per il ristorante principale di “La Scogliera group”, che oggi conta anche “Liska” sulla spiaggia di Monte d’à rena, “Cala portese” a Caprera, “Boutique del mar” a Cannigione, e una prossima apertura che farà parlare, «Casa Scogliera, il 10 agosto nell’ex faro di Capo d’Orso, a Palau».
Le abitudini del lusso C’è da dire che Andrea Orecchioni, 53 anni, non è come ci si immagina un imprenditore del genere. Niente spacconeria e arroganza. Sceglie il basso profilo. E anche in pieno servizio a ora di pranzo risponde al telefono: «Mi metto seduto comodo allora, aspetta, così parliamo». Non è troppo entusiasta di questa estate, bei numeri finora «ma il tempo ci sta penalizzando, con il vento forte è difficile restare aperti». Il ristorante si fa spazio con tende e ombrelloni tra le rocce. Il percorso via terra è riservato agli addetti ai lavori («sono 47»), i clienti arrivano via mare. E non è un problema, perché i frequentatori del ristorante fanno parte del jet set. Ognuno arriva a pochi metri da Punta Lunga con lo yacht e viene accolto su un gommone dal personale del locale fino alla passerella d’ingresso.
«Il trend del turismo di lusso? È tornata qualche famiglia russa che non si vedeva da tempo, i più presenti sono gli americani e i brasiliani, poi dal mondo arabo». I piatti dello chef Massimo Guzzone escono dalla cucina ininterrottamente da mezzogiorno alle sei del pomeriggio, dalle tre parte la musica. Cioè i camerieri passano tra gli ospiti agitando in aria i tovaglioli e invitando tutti a cantare sulle note delle canzoni d’autore italiane, del sirtaki o dei ritmi latini. E la degustazione diventa festa, con applausi, brindisi e trenini. In questo clima di euforia arriva il conto a tavola. Si ride, si paga, si va via. La cena è su prenotazione e «con una spesa minima di 500 euro a testa», altrimenti non ne vale la pena.
Vip in trip Qualche giorno fa era seduto a “La Scogliera” Ivica Zubac, campione Nba dei Los Angeles Clippers, dieci giorni fa Oprah Winfrey. La signora della tv americana ha postato sul suo profilo Instagram un video, «è una grandissima, parlava con gli altri clienti e ha offerto da bere tra i tavoli. Ha conosciuto il ristorante al matrimonio di Bezos a Venezia. Parlando con altri invitati della sua tappa in Sardegna, le è stato consigliato di venire a trovarci». Certo, una visita proprio di Jeff Bezos farebbe curriculum, «ma è già venuto! Tre estati fa – ricorda Cicero–. Com’era? Una persona semplice».