Marco “Baz” Bazzoni: «Torno sempre a Sassari per la “Faradda”. La comicità oggi non ha confini»
Il comico tra lo spettacolo nei teatri e la nuova stagione su Rds. La fama con Colorado: «Quel personaggio mi perseguita, ma sono contento»
Nella sua bio di Instagram ha scritto “Probabilmente vi ho rovinato l’infanzia”. È stato l’idolo dei più piccoli quando è salito alla ribalta nazionale con lo stravagante personaggio di “Baz”, un lettore multimediale che teneva tutti incollati alla tv, senza trattenere le risate. Oggi Marco Bazzoni, sassarese, è molto altro. È un comico completo e maturo che sul palco racconta se stesso per raccontare le vicissitudini che accadono tutti i giorni a ognuno di noi. La Sardegna nei suoi monologhi non è mai macchiettistica, stereotipata. è la cornice di racconti surreali. E poi Baz per molti è soprattutto una voce: quella che ogni giorno esce da radio Rds.
In questi giorni si trova a Sassari: non mancherà alla Faradda.
«Ci sarò, ormai vengo tutti gli anni per i Candelieri, ci tengo molto. Sarà il settimo anno di fila. Da piccolo mi portavano sempre, poi c’è stato tutto un periodo in cui ero in tournée e non potevo esserci. Negli ultimi anni, per una serie di congiunzioni astrali, il 14 agosto non sono sul palco e quindi sono sempre venuto».
In questo periodo è in giro con un nuovo spettacolo, “Outsider”, me ne parla?
«Sì, anteprima a Torino, in autunno sarò in giro per i club e da febbraio nei teatri. Si tratta di uno spettacolo di stand-up comedy e con musiche originali. Dal vivo c’è molta più libertà, posso parlare con meno filtri».
Ultimamente invece l’abbiamo rivista in tv nel programma “Only fun”.
«Era da anni che facevo poca televisione, un po’ perché ero impegnato in altro: mi sono dedicato alla radio e ai musical in teatro. Adesso però avevo tanto materiale nuovo e mi sono proposto. Farò anche la prossima edizione. Ho ritrovato tanti amici, come Pino e gli Anticorpi».
Com’è cambiata la comicità in tv rispetto agli anni d’oro di trasmissioni come “Colorado cafè” e “Zelig”?
«La cosa che è cambiata molto è che i comici ora, a Only Fun, hanno più spazio. Mi riferisco al minutaggio, i tempi televisivi prima ti chiudevano in uno sketch veloce, qui riesci ad avere anche dieci minuti e fare più cose e meglio».
Come si è sviluppata la sua passione per la stand-up comedy?
«È nata prima che diventasse di moda, ne ero già appassionato. Poi quello che mi ha dato la vetrina maggiore è stato un personaggio, ma nel frattempo sono andato anche in America per studiare, per esibirmi lì, diciamo che è qualcosa che è una cartuccia che ho sempre avuto. In realtà non mi piace fare qualcosa che sia racchiuso in un solo genere. Nel mio spettacolo c’è la musica, la stand-up, la parodia... insomma, faccio il comico. E la comicità ha tante sfaccettature, non vedo perché non sfruttarle tutte. La comicità è figlia dei tempi in cui viene proposta, si evolve come si evolve il linguaggio. Per questo motivo bisogna sempre aggiornarsi. E questa scissione tra stand-up e cabaret, a livello pratico, oggi la vedo meno netta di come possa sembrare».
Che ne pensa del politicamente corretto? Rispetto a dieci o quindici anni fa sul palco si sente più o meno libero di parlare di tutto?
«Dipende dal contesto e da quanto si è bravi. Mi spiego: è inutile a una festa per bambini fare un pezzo con battute sui preti pedofili. Ma se il contesto è quello di una mia serata, dove la gente ha pagato per vedermi, so che posso permettermi quel che voglio. Se risulto offensivo, è perché non sono stato bravo io. La questione è che le stesse parole dette da un comico o da un altro possono funzionare o meno».
Mi dica la verità, a distanza di più di dieci anni il personaggio di Baz che portava a “Colorado” continua a perseguitarla?
«Certo che mi perseguita, ma lo dico ridendo, ne parlo anche negli spettacoli. È una cosa che mi fa solo piacere. Le persone mi chiedono ancora di fare quella voce, di dire quelle battute. Semplicemente, quando sono andato a corto di idee ho detto basta, avevo altre cose da fare e da dire e oggi riportarlo sul palco risulterebbe fuori contesto con le altre cose che faccio e mi interessano».
Molti si sono affezionati a lei come conduttore radiofonico con “Tutti pazzi per Rds”. La radio ormai fa parte della sua vita?
«Sì, tre ore al giorno sono tante e non potrebbe che essere così. Partiamo da argomenti preparati ma la trasmissione è molto improvvisata, mi piace. In effetti siamo già all’ottava stagione, la prossima ricomincerà a settembre. La formula con Rossella Brescia e Ciccio Valenti è collaudata, cambieremo gli scherzi che facciamo e cercheremo di essere freschi».
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