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Inchiesta

Frodi finanziarie per 30 milioni, arrestato Luca Carleo: era stato nominato responsabile del partito di Vannacci in Lombardia

Frodi finanziarie per 30 milioni, arrestato Luca Carleo: era stato nominato responsabile del partito di Vannacci in Lombardia

In carcere anche Ciro Di Meglio. Al centro dell’indagine aumenti di capitale, fondi garantiti dallo Stato e prestiti obbligazionari convertibili

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Milano Dalle perquisizioni e dai sequestri di fine luglio agli arresti. Ciro Di Meglio e Luca Carleo, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex direttore generale di società del gruppo Ops, sono finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su presunte frodi nel mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita oggi, martedì 22 settembre, dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, dopo gli interrogatori preventivi dell’11 settembre e la decisione della gip Giulia D’Antoni.

Per altri otto indagati sono state disposte misure interdittive: una riguarda l’esercizio della professione, mentre negli altri casi è stato vietato ricoprire incarichi direttivi nelle imprese. Complessivamente l’inchiesta coinvolge 35 persone e tre società. Le ipotesi di reato comprendono, a vario titolo, manipolazione del mercato, ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali nelle società quotate, formazione fittizia del capitale e malversazione di erogazioni pubbliche.

Secondo l’impostazione della Procura, Di Meglio e Carleo avrebbero utilizzato società già in difficoltà finanziaria per mettere in atto operazioni destinate non al loro risanamento, come dichiarato, ma a ottenere vantaggi economici personali. L’accusa contesta, tra l’altro, aumenti di capitale ritenuti fittizi, trasferimenti di liquidità dalle società quotate e l’impiego di finanziamenti garantiti dallo Stato per finalità diverse da quelle previste. Le indagini sono state svolte con la collaborazione della Consob.

Uno dei capitoli centrali riguarda i prestiti obbligazionari convertibili, i cosiddetti Poc. Si tratta di finanziamenti che possono essere trasformati in azioni della società che li riceve. Secondo gli inquirenti, questo strumento sarebbe stato utilizzato in modo distorto: dietro soggetti formalmente indicati come finanziatori ci sarebbero state in realtà società riconducibili agli stessi protagonisti delle operazioni. La successiva conversione dei prestiti avrebbe generato nuove azioni destinate al mercato, con un effetto di forte diluizione del capitale e di riduzione del valore dei titoli.

In uno dei casi esaminati dagli investigatori, relativo a Ops eCom, il finanziatore indicato al mercato sarebbe stato una società estera, mentre secondo i pm il reale sottoscrittore sarebbe stato Orion Capital. La liquidità utilizzata per l’operazione sarebbe inoltre arrivata da società riconducibili a Di Meglio. L’accusa ritiene che questo meccanismo possa configurare una manipolazione del mercato.

L’inchiesta era emersa il 29 luglio, quando erano state sequestrate azioni e quote di società del gruppo Ops e oltre 100mila euro, considerati dagli inquirenti profitto della presunta manipolazione. Tra le società coinvolte figurano Ops Italia, già Eems Italia, Ops eCom, ex Giglio Group, Ops Retail, già Netweek, e Orion Capital.

Luca Carleo, 45 anni, pochi giorni prima dell’avvio delle perquisizioni era stato nominato da Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, responsabile vicario per la Lombardia con delega su Milano. Aveva lasciato l’incarico il giorno successivo all’emersione dell’inchiesta.

Gli indagati sono allo stato sottoposti a indagine preliminare e le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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