Firmato un protocollo triennale tra la Fasi e la Cineteca di Bologna
Per la promozione delle pellicole made in Sardegna. L’accordo è stato anche l’occasione per istituire il Premio Fasi “Paolo Pulina”
Bologna Un protocollo d’intesa triennale per promuovere il cinema sardo in Italia e nel resto del mondo. Un accordo siglato nei giorni scorsi tra la Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia, e la Cineteca di Bologna. Con la stessa firma è stato anche istituito il Premio Fasi “Paolo Pulina”. Dal 2014 la sezione “Visioni sarde”, inserita nel Festival “Visioni italiane” della Cineteca, ha offerto un palcoscenico prestigioso a cortometraggi, mediometraggi e documentari realizzati da registi sardi o ambientati nell’Isola. Questa esperienza, sostenuta anche grazie alla rete dei Circoli della Fasi, è diventata negli anni una vetrina imprescindibile per la creatività e il talento sardo, capace di raccontare la Sardegna attraverso immagini, storie e linguaggi contemporanei.
Il protocollo siglato dalla Fasi prevede la promozione delle opere sarde nei Circoli e negli Istituti di Cultura in Italia e all’estero; l’organizzazione di eventi e rassegne legati al cinema “Made in Sardegna”; la valorizzazione delle professionalità e dei talenti isolani nel settore audiovisivo.
Un momento di particolare significato sarà la premiazione del film vincitore della rassegna “Visioni sarde” a Roma, il 19 settembre nel Cinema Aquila, durante la quale la Federazione degli emigrati consegnerà per la prima volta il Premio Fasi “Paolo Pulina” 2025.
«Con questo riconoscimento – afferma il presidente della Fasi, Bastianino Mossa – vogliamo ricordare e onorare l’amico Paolo Pulina, uomo di cultura, dirigente Fasi e sardo autentico, che con passione e impegno ha trasmesso al mondo dell’emigrazione organizzata la convinzione che il sapere sia la prima fonte di libertà e di giustizia. Il protocollo con la Cineteca di Bologna rappresenta per noi un passo importante: il cinema diventa strumento di sardità, di memoria e di futuro. E dedicare un premio a Paolo Pulina significa affermare con forza che la cultura resta la radice più viva della nostra identità e il legame più profondo con le nostre comunità».