Cos’è la “Bestia di Kandahar”, il super drone dell’attacco Usa al Venezuela
Fu uno degli strumenti chiave nelle attività di intelligence che portarono all’individuazione e all’uccisione di Osama Bin Laden
Per la cattura di Nicolas Maduro gli Stati Uniti avrebbero impiegato anche una delle piattaforme tecnologiche più sofisticate del proprio arsenale: il drone RQ-170 Sentinel, noto come la “Bestia di Kandahar”. A rivelarlo è un filmato diffuso dal media australiano Abc News, nel quale si vede uno di questi velivoli rientrare a Porto Rico dopo aver preso parte alla missione denominata “Absolute Resolve”, voluta dall’amministrazione Trump.
L’RQ-170 Sentinel è un drone da ricognizione a pilotaggio remoto prodotto dalla Lockheed Martin, progettato per operazioni ad alta segretezza. Non è armato: la sigla “RQ” indica infatti un mezzo destinato esclusivamente alla raccolta di informazioni e alla sorveglianza delle aree di interesse militare. Proprio per queste caratteristiche, il suo impiego risulta cruciale nelle fasi di monitoraggio e pianificazione delle operazioni più delicate.
Il velivolo è diventato celebre a livello internazionale per il suo utilizzo in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione Enduring Freedom. Fu uno degli strumenti chiave nelle attività di intelligence che portarono all’individuazione e all’uccisione di Osama Bin Laden nel 2011. Secondo le stime, il drone avrebbe un’apertura alare compresa tra i 20 e i 27 metri, a conferma delle sue dimensioni imponenti e delle elevate capacità operative.
Nel caso venezuelano, il Sentinel sarebbe stato utilizzato per seguire con precisione gli spostamenti di Maduro nelle fasi che hanno preceduto la cattura, fornendo un quadro costante e dettagliato della situazione sul terreno. Un supporto tecnologico decisivo che, ancora una volta, evidenzia il ruolo centrale dei sistemi di ricognizione avanzata nelle operazioni di intelligence e sicurezza internazionale.
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