Arriva la Barbie con autismo, Mattel lancia la bambola inclusiva
Dalla postura agli abiti, dagli accessori sensoriali allo sguardo: la nuova bambola nasce da 18 mesi di lavoro con l’Autistic Self Advocacy Network per rappresentare questa realtù, senza semplificazioni
Roma Far riflettere e comprendere meglio le tante sfide che affrontano le persone con autismo. È l’obiettivo della nuova Barbie presentata dal Mattel Inc, ultima arrivata nella sua linea pensata per celebrare la diversità. La Barbie con autismo si aggiunge a una collezione che include già Barbie con sindrome di Down, Barbie cieca, Barbie e Ken con vitiligine, e altri modelli pensati per rendere queste bambole più inclusive.
Mattel ha dichiarato di aver sviluppato la Barbie con autismo nell’arco di oltre 18 mesi in collaborazione con l'Autistic self advocacy network, organizzazione no-profit che si batte per i diritti e una migliore rappresentazione mediatica delle persone con autismo. Obiettivo: creare una Barbie che riflettesse alcuni dei modi in cui le persone autistiche percepiscono ed elaborare il mondo che le circonda, come si legge in un comunicato stampa di Mattel.
«Un’idea interessante – dice Margareth Martino, vicepresidente dell’associazione ScopriAMO l’autismo – La notizia è molto forte, ma dietro c’è un impegno importante e un grandissimo lavoro che non arriva certo oggi. Da tempo Mattel, attraverso la Barbie, che è una icona, punta a rappresentare le disabilità. E non poteva certo tirarsi indietro nel momento in cui l’autismo sta manifestando un’escalation: in America un bambino su 31 è autistico. Si tratta di dati molto importanti ed è giusto che si parli di autismo».
Una bella sfida, perché l'autismo è una sindrome che comprende un'ampia gamma di comportamenti e difficoltà di diversa intensità, e molti dei tratti associati al disturbo non sono immediatamente visibili, come spiega Noor Pervez, responsabile del coinvolgimento della comunità dell'Autistic self advocacy network e che ha collaborato a stretto contatto con Mattel sul prototipo di Barbie. Come molte disabilità, «l'autismo non si manifesta in un solo modo», ha detto Pervez. «Ma possiamo provare a mostrare alcune delle modalità attraverso le quali l'autismo si esprime».
Ad esempio: gli occhi della nuova Barbie si spostano leggermente di lato per rappresentare come alcune persone autistiche a volte evitino il contatto visivo diretto. La bambola è stata inoltre dotata di gomiti e polsi articolati per consentire la gestualità che alcune persone autistiche usano per elaborare le informazioni sensoriali o esprimere eccitazione, dicono da Mattel.
Il team di sviluppatori ha discusso se vestire la bambola con un abito attillato o largo, ha detto Pervez. Alcune persone autistiche indossano abiti larghi perché sono sensibili alla sensazione delle cuciture del tessuto, mentre altre li preferiscono aderenti per percepire meglio la posizione del corpo. Alla fine si è optato per un abito a trapezio con maniche corte e una gonna fluida che riduce il contatto tra tessuto e pelle. La bambola indossa anche scarpe basse per favorire la stabilità e la facilità di movimento, spiegano da Mattel. Ogni esemplare è dotato di cuffie antirumore e di un tablet rosa ispirato ai dispositivi che alcune persone autistiche usano per comunicare. Ma anche di un fidget spinner rosa, un gioco usato come anti-stress. Pervez ha affermato che era importante che la bambola rappresentasse un segmento della comunità autistica generalmente sottorappresentato.
«Le persone autistiche - riflette Martino - possono non guardare negli occhi, e allora la Barbie guarda un po' al lato, possono avere dei movimenti stereotipati, e la Barbie li riproduce. Possono avere delle alterazioni sensoriali che riguardano i vestiti, quindi la bambola sarà abbigliata di conseguenza. Possono avere delle alterazioni sensoriali anche acustiche e quindi la Barbie avrà le cuffie».
Insomma, per Martino si tratta di una idea interessante «e ben strutturata, che consentirà comunque di parlare del disturbo dello spettro autistico e di informarsi meglio. Dunque Mattel sta semplicemente mantenendo fede a un discorso che fa da sempre, cioè parlare di una disabilità attraverso la sua Barbie. Sicuramente con l'autismo questo non permetterà di spiegare tutte le difficoltà delle famiglie, ma comunque aiuterà nella sensibilizzazione sul tema autismo».
Mattel ha introdotto la sua prima bambola con sindrome di Down nel 2023 e la scorsa estate ha lanciato una Barbie con diabete di tipo 1. Le Fashionistas includono anche Barbie e Ken con una gamba artificiale e una Barbie con apparecchi acustici. «Barbie ha sempre cercato di riflettere il mondo che i bambini vedono e le possibilità che immaginano, e siamo orgogliosi di presentare la nostra prima Barbie con autismo come parte di questo lavoro», ha dichiarato Jamie Cygielman, responsabile globale delle bambole di Mattel.
