La Nuova Sardegna

Effetto tifo

Calcio, il Campanedda vola coi “Fizzos de sa Nurra”

Calcio, il Campanedda vola coi “Fizzos de sa Nurra”

Nel campionato di Promozione il simbolo di una borgata

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Sassari Nel campionato di Promozione c’è una squadra che racconta la vita di tutta una borgata: Campanedda, poco più di mille abitanti, centro abitato principale della Nurra, nato ai tempi della riforma agricola e che si batte contro lo spopolamento. Una borgata che ha fatto del suo campo di calcio il perno della vita sociale, dove la domenica è importante ma lo è ancora di più il resto della settimana che ruota attorno a un impianto in erba sintetica costruito con grande fatica e volontà. Non a caso la tifoseria organizzata si chiama “I Fizzos de Sa Nurra”, a rimarcare l’estrazione popolare di una squadra che quando scende in campo lo fa per sfidare realtà urbane di un altro pianeta: Alghero, Ozieri, Macomer, Arzachena, Bosa, poi c’è il derby sassarese col Li Punti, una frazione del capoluogo che è una realtà con 20mila abitanti.

Quasi un intruso, insomma, il Campanedda in quello che è il secondo campionato regionale, eppure si fa valere sospinto dall’entusiasmo di tutta la borgata: «Quest’anno al campo abbiamo visto tante facce nuove, tante persone che da tanto tempo non vedevamo alle partite – dice il direttore sportivo Gavino Zirattu –. Il tifo ci sta dando una grossa mano, c’è entusiasmo e i tifosi ci seguono anche in trasferta. Le cose finora stanno andando come volevamo, puntavamo a una salvezza tranquilla e siamo in linea con le aspettative. Purtroppo in alcune circostanze l’inesperienza ci penalizza, forse avremmo potuto raccogliere qualcosa di più».

E come nelle migliori tradizioni agricole, il terzo tempo è un rito obbligatorio. Anche quando le cose non vanno bene, come domenica scorsa contro il Luogosanto: «Vincevamo due a zero, abbiamo perso tre a due con un gol allo scadere. Dura da digerire ma l’ospitalità è sacra e ci siamo ritrovati attorno a un tavolo insieme ai nostri avversari. Durante la settimana, poi, qualche arrostita non la facciamo mancare».

Attorno all’impianto di gioco c’è fermento tutta la settimana grazie a un settore giovanile importante e in più altre squadra della zona hanno scelto di far allenare i loro ragazzi proprio a Campanedda. Dove la vita sociale si concentra in pochi metri quadri: a pochi passi dal campo ci sono il bar, il negozio di alimentari, la chiesa, l’oratorio, le scuole, la sede del 118, il centro sociale. Quando la squadra va in campo, sulle spalle si porta dietro tutto l’orgoglio di questa comunità, figlia di una Nurra che non vuole arrendersi. (r.s.)

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