La Nuova Sardegna

Effetto tifo

Tonara, la squadra di calcio salvata dalle donne

Tonara, la squadra di calcio salvata dalle donne

È la storia tutta al femminile della Polisportiva Tonara che appena due anni fa ha salvato la sua storia sportiva grazie all’intervento di sei Wonder women

2 MINUTI DI LETTURA





Tonara La pura passione per il calcio locale può essere una pozione necessaria ad ottenere il dono dell’ubiquità. Ed è così che si può essere allo stesso tempo mamme, ultrà, tifose sugli spalti, accompagnatrici in campo e soprattutto dirigenti di una società da salvare. È la storia tutta al femminile della Polisportiva Tonara che appena due anni fa ha salvato la sua storia sportiva grazie all’intervento di sei Wonder women. Sono la presidentissima Maria Sau, Cristina Sau, Eleonora Porru, Noemi Deligia, Maria Stefania Columbu e Rosalba Asoni. Sei donne, sei storie diverse da raccontare sono diventate sei calci di rigore imparabili. Gol che si moltiplicano se si calcola quanti bambini, quanti giovani, potranno continuare a sventolare maglie e bandiere rossonere grazie al loro impegno sociale preso due anni fa. Quante famiglie potranno continuare a contare su un grande supporto sociale, quello di far crescere i propri figli sul manto erboso del proprio paese.

Perché il calcio a Tonara è scuola di vita, è una storia di rispetto reciproco, è storia d’amore per la maglia e per quel senso di appartenenza profondo che da sempre contraddistingue la purezza del dna montagnino. Il progetto a lungo termine è quello del cosiddetto “modello Barcellona”. Perché il presente e il futuro della polisportiva Tonara, ovviamente e al di là dell’entusiasmo, si regge sul filo dell’economia. L’idea è dunque quella di promuovere la pratica dell’azionariato popolare che, non solo ha reso grande il titolatissimo club catalano, ma in Barbagia ha già dato ottimi frutti anche nel caso della Nuorese.

«Non c’è cosa più bella e obiettivo più nobile – aveva commentato la presidentessa del Tonara, Maria Sau – di quello che tende a voler coinvolgere tutta la nostra comunità. Tutte quelle persone che hanno a cuore il futuro di questa società e che con un contributo economico di qualsiasi natura, si sentono pronte ad entrare a pieno titolo in questa grande famiglia sportiva». L’obbiettivo è a lungo termine ma oggi il Tonara può contare su altri generi di capitali che derivano da iniziative e contributi locali. Naturalmente ci sono anche i sostegni economici: «Ad esempio il contributo del nostro Comune, o quello di una serie di imprenditori locali. Insomma, le modalità classiche di azionariato». Il sogno oggi resta lo stesso ed è quello di rendere i tonaresi soci del loro Tonara. Un’altra dimostrazione di amore, che sarebbe l’ennesimo segnale di buona salute. (a.mele)

Primo Piano
Il racconto

«Pronto? Qui è la Banca». Così Patrizia ha perso 15mila euro. L’appello: «Non fidatevi»

di Serena Lullia

Video

Teulada, il paradiso di Cala Zafferano devastato dalla tempesta: un tappeto di alghe e dune crollate

Le nostre iniziative