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Carnevale

I Mamutzones antigos sfilano in Piemonte

di Luciano Piras
I Mamutzones antigos sfilano in Piemonte

Da Samugheo a Nichelino con gli emigrati del Circolo “Gennargentu”

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Torino Grande attesa tra gli emigrati sardi in Piemonte per l’arrivo domani, 1 febbraio 2026, a Nichelino, nell’area metropolitana di Torino, di sos Mamutzones antigos de Samugheo. Pronte a sfilare lungo le vie principali della città, le antiche maschere dell’Oristanese sono state chiamate in causa dal Circolo “Gennargentu” di Nichelino, presidente Efisio Cicu, originario di Teulada.

«Siamo da sempre impegnati nella promozione della cultura e del territorio della Sardegna» sottolinea Rita Danila Murgia, vice presidente del sodalizio degli emigrati a due passi da Torino. «Così anche stavolta abbiamo deciso di portare la tradizione del carnevale delle zone interne della nostra isola qui in Piemonte», aggiunge. Un evento nell’evento, visto che il 2026 segna il traguardo della decima edizione del “Carnevale nichelinese”, «un anniversario che coincide con il secondo anno di partecipazione al prestigioso circuito del Carnevale delle due Province, insieme a Saluzzo, Rivoli e Barge» spiega Murgia. Sarà proprio la parata di Nichelino, domani pomeriggio, a inaugurare ufficialmente il calendario delle sfilate regionali. Sono attesi 2.500 figuranti a piedi, le majorette di Orbassano, con il carro di Nichelino intitolato “Credevo fosse amore”, «un nome scelto per far riflettere anche in un contesto di festa e allegria su un tema di grande attualità come quello della lotta alla violenza di genere». Undici i carri che sfileranno assieme ai gruppi mascherati, con i Mamutzones antigos de Samugheo incaricati di aprire il corteo, «una chicca assoluta, che dopo essere stati protagonisti lo scorso anno a Venezia per quest’anno hanno scelto di venire qui a Nichelino».

Le maschere di Samugheo, ospiti d’eccezione, saranno insieme alla maschera torinese Gianduja e ai padroni di casa Madama Farina e Monsù Panaté. «Le maschere sarde porteranno a Nichelino un rituale millenario legato al culto di Dioniso – spiega ancora Murgia –. Con pelli, campanacci apotropaici e copricapi in sughero con corna caprine, i Mamutzones metteranno in scena la danza arcaica della passione e morte del dio della vegetazione, un momento di altissimo valore antropologico». Non a caso «le comunità degli emigrati hanno accolto con piacere questa iniziativa». Un modo per «vivere insieme un momento conviviale che riporta alla memoria la terra che i sardi emigrati hanno lasciato da pochi o da tantissimi anni». Questo fa il Circolo “Gennargentu”, questo sottolinea Rita Danila Murgia, originaria di Austis, piemontese acquisita. «Per le nostre comunità sono importanti le iniziative culturali che consentono di ritornare a casa, parlare la nostra lingua, rinnovare la memoria delle nostre usanze e ritrovarci in un contesto familiare» chiude la vice presidente del Circolo dei sardi di Nichelino.

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