La Germania celebra Grazia Deledda, gli emigrati sardi in prima fila
Il Circolo “Maria Carta” di Francoforte apre il ciclo di eventi organizzati per i cento anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura
Francoforte Benvenuti e benvenute! Willkommen! Beni bennius e beni bennias! La Germania celebra Grazia Deledda, a cominciare da Francoforte. In prima fila, gli emigrati sardi riuniti nel Circolo culturale “Maria Carta” Rhein-Main Frankfurt (presidente Tiziana Deidda, nata a Cagliari, i genitori sono di Seui) chiamati a inaugurare la rassegna “Deledda 100”, un ciclo di eventi dedicati al centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice di Nuoro.
«Un’iniziativa particolarmente carica di emozioni e di grande attenzione per la figura e l’opera deleddiane» sottolinea Stefano Lavra, presidente dell’Isre, ancora in viaggio di ritorno in Barbagia, dopo l’esperienza vissuta ieri sera (25 febbraio 2026) nella città dell’Assia. Tra gli enti patrocinanti, infatti. c’è anche l’Istituto superiore regionale etnografico. «La serata di Francorforte – spiega ancora Lavra – rappresenta il primo di quattro appuntamenti culturali volti a promuovere a livello internazionale il valore letterario e l’attualità dell’opera di Grazia Deledda».
Non a caso l’evento, intitolato “Quasi Grazia”, un viaggio letterario e teatrale alla scoperta del Premio Nobel per la Letteratura che comprende una conferenza, la proiezione della pièce “Quasi Grazia” (di Marcello Fois con Michela Murgia) e la lettura di brani tratti dal romanzo “Cosima”, mette insieme diverse realtà e associazioni, dal Consolato generale d’Italia a Francoforte alla Frankfurt University of applied sciences, dal Circolo sardo “Maria Carta” di Francoforte alla Universität des Saarlandes Goethe-Universität Frankfurt, all’Isre.
A prendere la parola ieri sera a Francoforte, nell’aula Gebäude dell’università delle Scienze applicate, sono stati Michele Santoriello, responsabile degli affari culturali per il Consolato (Massimo Darchini, console generale, non ha potuto presenziare); Stefano Lavra; Marzia Vacchelli, lettrice Maeci (Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale) della Universität des Saarlandes; Renate Kuen, lettrice Maeci della Goethe Universität Frankfurt; Cinzia Marongiu, originaria di Arzana, docente di Italiano e Spagnolo e coordinatrice del Dipartimento di Lingue romanze presso la Frankfurt University, curatrice dell’evento, nonché co-curatrice di un manuale su “Canne al vento” e vice presidente dell’Associazione culturale sarda “Maria Carta”.
«La traduzione delle opere di Grazia Deledda nel mondo di lingua tedesca iniziò già nei primi anni del Novecento – racconta ancora Stefano Lavra –. Nel 1903 la casa editrice Reclam pubblicò “Versuchungen (“Le tentazioni”) und andere novellen” in traduzione tedesca di Emma Müller-Röder, la prima traduzione in Germania pubblicata durante la vita dell’autrice, oltre vent’anni prima del Nobel del 1926. Nel 1907 il romanzo “L’edera” (“Der Efeu”) apparve come “Sardinischer Dorfroman” in puntate sulla rivista berlinese “Deutsche Rundschau”, diretta da Joseph Kürschner e pubblicata da Julius Rodenberg, e nello stesso anno fu pubblicato anche in volume, mentre l’edizione originale italiana uscì solo nel 1908».

