La Nuova Sardegna

Guerra in Medio Oriente

Caro carburante, allarme per le navi: tratte a rischio, costi dei biglietti in aumento – Le ipotesi

di Paolo Ardovino
Caro carburante, allarme per le navi: tratte a rischio, costi dei biglietti in aumento – Le ipotesi

Appello degli armatori al governo, ma le compagnie replicano: per noi nulla cambia

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Sassari Non solo gli aerei, adesso anche viaggiare sulle navi rischia di non essere più come prima. O i collegamenti verranno dimezzati o per mantenere la stessa attività in mare si alzerà il costo dei biglietti. Sembrano scenari inevitabili a sentire le principali associazioni di armatori, che per l’aumento del carburante dovuto al conflitto in Medio Oriente chiedono aiuto al governo e avvisano soprattutto i passeggeri che viaggeranno sulle tratte con maggiore distanza: quelle verso la Sardegna.

Grimaldi si mantiene cauta e ammette che è «prematuro» fare previsioni ma esclude il taglio ai collegamenti. Moby invece prende proprio le distanze dalle note di Assarmatori e Confitarma che riverberano in queste ore.

La situazione La guerra tra Usa-Israele e Iran ha tenuto lo Stretto di Hormuz sotto tiro e poi bloccato per settimane. I primi rincari si sono avvertiti sui costi di benzina e gasolio nei rifornitori. Cifre impensabili – il diesel oltre 2,2 euro al litro – ormai sono stabili. Poi l’allarme sulle ultime cargo con il cherosene per i jet fuel d’Europa, e il rischio per i prossimi mesi di lasciare a terra gli aerei. Poi la tregua dichiarata da Trump e Stretto riaperto per due giorni. Ma giusto ieri, dopo i primi colloqui falliti per far cessare il conflitto, il presidente degli Usa ha annunciato un nuovo «blocco navale».

L’appello «L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto impatta in particolare in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto»: Stefano Messina, presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, presidente di Confitarma, hanno alzato la mano da giorni. Con i prezzi attuali per il combustibile, i viaggi portano alle casse delle compagnie perdite più che guadagni. E gli armatori potrebbero pensare di lasciare in porto qualche traghetto e risparmiare costi per equipaggio, rifornimenti e manutenzione. La logica vale soprattutto per i collegamenti di lungo raggio per le isole. Il cerchio rosso è su rotte come la Genova- Olbia o la Livorno-Golfo Aranci.

Richiesta al governo A inizio mese i vertici degli armatori si erano rivolt al vice ministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, e al ministro di Protezione Civile e Politiche del mare, Nello Musumeci: «Prevedere un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio».

Richiesta rimasta inascoltata, ma Messina e Zanetti tornano all’attacco: «Siamo pronti a riproporla per scongiurare una compromissione dei servizi di collegamento – ribadiscono –in particolare quelli di lungo raggio verso le isole maggiori».

Qui Moby Preso atto dell’allarme degli armatori, le compagnie reagiscono in maniera differente. Moby parla di un «turismo storicamente resiliente», quello della Sardegna, e prende totalmente le distanze dalle associazioni di categoria. «Il Gruppo Moby conferma che tutte le corse Moby e Tirrenia sono regolarmente garantite e che, contrariamente a quanto emerso in alcune dichiarazioni apparse sulla stampa, nessuna partenza è a rischio». Nonostante la crisi internazionale e gli oggettivi aumenti del carburante, Moby nega l’ipotesi del dimezzamento dei collegamenti ed entra nel merito: «Il Gruppo Moby continua a garantire il massimo impegno nei confronti dei passeggeri, assicurando sulle principali tratte, a partire da Genova-Olbia e Livorno-Olbia, condizioni di mercato altamente competitive e un’offerta che continua a coniugare accessibilità, affidabilità e qualità del servizio al prezzo più conveniente». La società fa inoltre notare che sulle linee per la Sardegna mantiene invariato il servizio, che è «tra i più elevati della flotta ad un prezzo accessibile», mettendo a disposizione le nuove navi di ultima generazione, la Moby Fantasy e la Moby Legacy. «Operative tutto l’anno sulla Livorno-Olbia con corse diurne e notturne, unità altamente tecnologiche e con bassi consumi di carburante. Si tratta di investimenti significativi, che testimoniano una visione industriale orientata alla qualità dell’esperienza di viaggio, al comfort di bordo, a un’offerta di servizi sempre più ampia e qualificata ed alla sostenibilità».

Qui Grimaldi Grimaldi Group nega sia la prospettiva di una riduzione della frequenza sulle rotte sarde sia un rincaro sui biglietti dei passeggeri. Ma lo fa con i toni cauti di Paul Kyprianou, il responsabile delle relazioni esterne, che analizza: «La situazione è così incerta che non possiamo sbilanciarci. I prezzi del carburante per ora sono saliti e scesi, bisogna capire dopo i negoziati falliti come evolverà la situazione».

È «prematuro» fare previsioni, ma Kyrprianou è chiaro: «Non è nostra prassi applicare tagli alle tratte. Inoltre abbiamo un obbligo nei confronti dello Stato e abbiamo preso un impegno con la Sardegna, alcune tratte sono in convenzione e devono essere garantite». Sull’isola c’è «ottimismo» sulle previsioni della stagione estiva: «Al momento credo sarà una buona stagione, è destinazione ambita». 

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