Riforma sanità, i medici di famiglia potranno diventare dipendenti pubblici: si punta su Case di comunità e territorio – Cosa prevede il testo
Il ministro Schillaci ha illustrato i punti ai presidenti delle Regioni
Far funzionare al meglio le Case di comunità in vista della chiusura, tra pochi mesi, della Missione 6 Salute del Pnrr che dovrebbe cambiare la medicina di prossimità. È l'obiettivo della riforma della medicina territoriale che oggi il ministro della Salute Orazio Schillaci ha illustrato ai presidenti delle Regioni durante la seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e Province autonome che aveva all'ordine del giorno «le valutazioni sul ruolo della medicina convenzionata nella riforma della medicina territoriale».
Il ministro - a quanto apprende l'Adnkronos Salute - ha indicato i cardini della riforma della medicina territoriale che dovrebbe essere messa nero su bianco in un decreto legge. Le Regioni hanno ascoltato con attenzione le proposte del ministro e aspettano ora il testo in Commissione Salute per il passaggio successivo in Conferenza Stato-Regioni. Il tutto dovrebbe avvenire in tempi brevi.
Al centro della proposta di riforma c'è la conferma di alcuni principi come la capillarità della medicina generale - con al centro l'Acn (Accordo collettivo nazionale) - ma viene evidenziata la necessità di adeguarsi ai cambiamenti apportato dal Pnrr con le nuove strutture dove il medico di medicina generale deve inserirsi in un contesto multidisciplinare, organizzato e con operatività continuativa. Il nodo caldo, che in passato aveva suscito i malumori dei sindacati dei medici di famiglia, della possibilità di un loro passaggio nell'alveo della dipendenza nel Ssn non è al centro della riforma. Sarà invece discrezione del singolo medico, con un accesso volontario e numeri contingentati e con i giovani in pole position.
