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Sanità

Liste d’attesa da abbattere, chi non raggiunge gli obiettivi rischia il posto – Ecco che cosa sappiamo

di Giuseppe Centore
Liste d’attesa da abbattere, chi non raggiunge gli obiettivi rischia il posto – Ecco che cosa sappiamo

Direttori delle Asl sotto esame: sistema di monitoraggio deciso dalla presidente Todde e il dg Schael

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Cagliari Esami clinici sino alle 22 e il sabato mattina. È quanto prevede una delibera di giunta regionale approvata ieri 6 maggio che definisce gli obiettivi 2026 dei Direttori generali delle aziende del Servizio sanitario regionale, introducendo un sistema strutturato di azioni coordinate per la riduzione delle liste d’attesa e il miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario pubblico. Il sistema di performance, monitoraggio e valutazione è stato fortemente voluto dalla stessa presidente Todde e implementato dal direttore generale della Sanità Thomas Schael. Il provvedimento rappresenta un cambio di paradigma nell’organizzazione della sanità regionale perché collega in modo diretto e misurabile le performance dei Direttori generali ai risultati conseguiti.

Per ciascun obiettivo sono infatti individuati indicatori quantitativi, valori minimi, target semestrali e annuali, fonti di rilevazione e criteri di valutazione oggettivi, con monitoraggio periodico del raggiungimento dei risultati. Chi non raggiunge gli obiettivi, può essere destituito anzitempo, per giusta causa. La delibera assegna una quota di punti percentuali complessivi ai Direttori Generali delle Aziende sanitarie per gli obiettivi 2026 pari rispettivamente a 48 punti alle aziende sociosanitarie locali, 38 punti al Brotzu e alle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari, 20 punti ad ARES e 5 punti ad AREUS.

Le aree di intervento individuate dalla Regione sono tre. La prima riguarda la produzione dei servizi sanitari e l’efficienza organizzativa. In quest’ambito rientrano gli obiettivi relativi all’incremento delle prestazioni diagnostiche, al miglioramento delle performance di Tac e risonanze magnetiche, alla connessione in rete degli ecografi e alla formazione degli operatori sanitari per l’utilizzo integrato delle apparecchiature. La seconda area riguarda la riduzione dei tempi d’attesa, alla quale sono assegnati 12 punti per le aziende territoriali e ospedaliere. Gli obiettivi prevedono l’incremento delle visite specialistiche e degli esami strumentali, il miglioramento del rapporto tra prestazioni prescritte ed erogate e il monitoraggio costante dei tempi di accesso attraverso la Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa istituita presso Agenas. La terza area strategica riguarda i programmi organizzati di screening oncologico, ai quali sono destinati 15 punti per le aziende territoriali.

Gli obiettivi riguardano il miglioramento dei livelli di copertura degli screening mammografico, colorettale e cervicale, con target progressivi definiti sulla base dei dati regionali e degli standard nazionali. «La riduzione delle liste d’attesa passa certamente attraverso l’aumento della capacità produttiva, l’estensione degli orari della diagnostica e l’utilizzo pieno delle tecnologie disponibili, ma anche attraverso una forte strategia di prevenzione», ha detto la presidente Todde, nel suo ruolo di assessore alla Sanità. «Sul lato della prevenzione gli screening oncologici salvano vite: riducono la mortalità e, in alcuni casi, persino l’incidenza delle malattie grazie all’individuazione precoce delle lesioni precancerose. Oggi abbiamo ancora livelli di copertura inferiori agli standard nazionali: il nostro obiettivo è recuperare questo divario e garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di prevenzione e cura, indipendentemente dal territorio in cui vivono».(gcen)

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