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Sardegna, un colloquio di lavoro su tre va deserto: quasi 50mila posti senza candidati – Dove e perché

di Serena Lullia
Sardegna, un colloquio di lavoro su tre va deserto: quasi 50mila posti senza candidati – Dove e perché

L’isola fa peggio della media nazionale secondo lo studio della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del ministero del Lavoro

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Sassari Cercasi lavoratori. Disperatamente. Mentre le grandi aziende contano gli esuberi, dall’altra parte del mercato le piccole imprese aspettano candidati che non si presentano. Nel 2025 quasi un colloquio su tre in Italia è andato deserto. La Sardegna fa peggio della media nazionale. Un cortocircuito legato a un’evoluzione dell’approccio al mondo del lavoro. Se è importante una retribuzione equa lo sono altrettanto i diritti, la famiglia e le prospettive. 

A dirlo non è uno sfogo di qualche imprenditore esasperato, ma l'Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro. La Sardegna, con il 30,8 per cento di selezioni andate a vuoto per mancanza di candidati, si piazza all'undicesimo posto nella classifica regionale, sopra la media nazionale ferma al 30,2. Su 160.380 assunzioni previste nel 2025, quasi 49.500 sono rimaste senza risposta. Non per mancanza di posti. Per mancanza di persone disposte a occuparli.

Un boom silenzioso

I numeri raccontano una storia che si è consumata in meno di dieci anni. Nel 2017 le assunzioni saltate per assenza di candidati erano meno di 400.000, il 9,7 per cento del totale. Nel 2025 si è arrivati a 1.750.000 casi, il 30,2 per cento. Un balzo che non ha precedenti. Se si allarga lo sguardo, su 5,8 milioni di assunzioni previste in Italia, 2,7 milioni — quasi una su due — sono risultate di difficile reperimento: 1,7 milioni per assenza di candidati, 765.500 per preparazione inadeguata, 216.000 per altre ragioni.

Le province sarde: Sassari e Cagliari le più in difficoltà

Dentro il dato regionale, le quattro province sarde si muovono in modo non uniforme. Sassari e Cagliari si attestano entrambe al 31,1 per cento, sopra la media nazionale, rispettivamente al 60° e 61° posto su 105 province italiane considerate dal sistema Excelsior. Nuoro segue con il 30,1 per cento, Oristano è l'unica sotto la soglia nazionale con il 28,9.

Perché i candidati spariscono

Le ragioni, messe in fila, disegnano un cambiamento generazionale profondo. I giovani hanno smesso di presentarsi ai colloqui non perché non abbiano voglia di lavorare, ma perché valutano l'offerta prima ancora di varcare la porta. Salari bassi, orari pesanti, poche prospettive: basta uno di questi elementi per far sparire un curriculum. Pesa anche la demografia: i ragazzi sono meno e in molti settori sono diventati una risorsa rara. Pesa anche il disallineamento tra quello che le imprese cercano — figure tecniche, specializzate — e quello che le scuole riescono a formare. Pesano infine le procedure di selezione: lunghe, farraginose, spesso opache. Chi invia curriculum a dieci aziende contemporaneamente non aspetta: sparisce alla prima offerta migliore.

I settori dove si fa più fatica

Non tutti i comparti soffrono allo stesso modo. Le costruzioni guidano la classifica con il 39 per cento di posti rimasti scoperti per assenza di candidati. Seguono il legno e il mobile al 35,3, le utilities — acqua, energia, gas — al 34,9, la metalmeccanica al 33,6 e il turismo, con alloggio e ristorazione, al 33,4.

In fondo alla lista, i settori meno colpiti: media e comunicazione al 15,6 per cento, commercio al 21,7, industria alimentare al 23,8.

La classifica: il Nordest soffre, il Sud meno

A patire di più è il Nordest, con una media del 34,4 per cento. In cima alla classifica regionale c'è la Valle d'Aosta al 39,5, seguita dal Trentino Alto Adige al 39 e dal Friuli Venezia Giulia al 37,4. La regione meno colpita è la Puglia, ferma al 24,9. A livello provinciale, Trento è la maglia nera con il 40 per cento di selezioni deserte, seguita da Aosta, Udine, Bolzano e Belluno. Agli ultimi posti Avellino, Taranto e Bari, con meno del 24 per cento. La Sardegna, con il suo 30,8, si colloca in una terra di mezzo: troppo in difficoltà per stare con il Sud, troppo lontana dalle punte estreme del Nord. 

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