Politiche 2027: i partiti si scaldano, i probabili candidati sardi tra conferme e new entry – I nomi
Tra i sicuri Silvio Lai (Pd) e Ghirra (Avs), tra le novità Desirè Manca (M5s) e l’ex assessore Gianni Chessa (Forza Italia)
Cagliari Il mondo della politica anche in Sardegna è in campagna elettorale, ma non per le comunali di giugno, bensì per le Politiche. Di quando? Non si sa. Autunno, primavera o a scadenza naturale tra quattordici mesi, la data non è il problema. Resta il fatto che l’agitazione, eufemismo, che si respira dentro ai partiti e nelle coalizioni, ha una sola origine: posizionarsi per un posto a elezione quasi garantita per le prossime politiche. L’unica, ma decisiva variante, è la legge elettorale. A seconda di come sarà i candidabili faranno le loro scelte e decideranno dove correre, se alla Camera o al Senato. A oggi nessuno sa come sarà la prossima legge elettorale, ma invece si sa già chi saranno i candidabili.
Il Campo Largo: i nomi
Il Campo Largo sente profumo di rivincita, almeno nell’isola, e si prepara a far scendere i suoi pezzi da novanta, con alcune modifiche tattiche. Per il Pd l’unica candidatura sicura è quella alla Camera di Silvio Lai, segretario regionale. Molto probabile quella di Marco Meloni al Senato. I candidabili però sono anche il presidente del Consiglio Piero Comandini, il capogruppo in Consiglio Roberto Deriu e l’assessore regionale e vicepresidente della giunta Giuseppe Meloni. Ma questi sono tutti uomini, e il Pd punta a eleggere, non solo a candidare anche donne. In questo caso un nome della società civile. Avs riproporrà Francesca Ghirra, molto gradita dal gruppo dirigente nazionale, ma bisognerà trovare il modo di unire le forze dei tre piccoli partiti sardi della sinistra: Sinistra Futura, la stessa Avs e i Progressisti. Analogo discorso varrà con i civici di centro, che si presenteranno per pesarsi più che per essere eletti, anche se l’assessore al personale della Regione Sebastian Cocco, un pensierino per la Camera lo sta facendo. Il M5S ha meno problemi. L’assessora al lavoro Desirè Manca ha fatto capire di essere interessata solo alla candidatura di capolista alla Camera nel proporzionale. In questa maniera il vicepresidente nazionale Ettore Licheri sarà destinato a un collegio nella penisola, lasciando più spazio alla collega Sabrina Licheri, che riveste peraltro un ruolo apicale nel gruppo.
Il centrodestra
Per il centrodestra grande è il disordine sotto il cielo. In Fratelli d’Italia il coordinatore Francesco Mura è sicuro di una candidatura blindata alla Camera, ma con lui ci sarà anche il consigliere regionale Paolo Truzzu. Il problema è che adesso gli altri parlamentari del più grande partito al governo non hanno alcuna certezza della riconferma. Uno dei due tra Marcello Pera e Antonella Zedda, se saranno loro i candidati, potrebbe perdere il seggio, con questa legge e con l’alleanza di Pd e M5S. Un calcolo pronto per Fdi vede il partito perdere tutti i collegi uninominali, pur con sue percentuali alte, a fronte di una alleanza tra Pd, M5S e cespugli. In ogni caso molti uscenti, anche di Fdi correranno per la gloria, non per la rielezione. Lo stesso vale in casa Forza Italia. Sicuro il segretario Pietro Pittalis, a Cagliari si svolgerà il naturale scontro tra Ugo Cappellacci e Gianni Chessa. Saranno entrambi candidati, non si sa se nei collegi uninominali o proporzionali. La Lega avrà il difficile compito di far rieleggere l’uscente Dario Giagoni. E poi ci sono i piccoli partiti del centrodestra. Se i Riformatori pensano ad Aldo Salaris, Sardegna 20Venti punta su Antonello Peru. Ma tutto dipenderà dalla legge elettorale e dalle alleanze che questa consentirà. (gcen)
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