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Il caso

Polemica sul caro ombrelloni, il report: «Alghero tra le località con i maggiori aumenti». I balneari smentiscono: «Tutto falso»

di Caterina Cossu

	<em>foto Gabrielli</em>
foto Gabrielli

Per Altoconsumo la Riviera del Corallo avrebbe registrato un rincaro del 14%

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Alghero Sotto l’ombrellone il tassametro di lettini e ombrelloni sarebbe fuori controllo. E nell’isola è Alghero a essersi guadagnata una posizione da podio delle località simbolo del caro-spiaggia italiano. A certificare il dato è l’ultima indagine di Altroconsumo, che fotografa per l’estate 2026, partita ufficialmente ieri con il weekend lungo del ponte del 2 giugno. Secondo l’associazione, l’aumento medio ad Alghero è del 14 per cento rispetto allo scorso anno: il secondo rincaro più alto tra le dieci località monitorate, dietro soltanto a Taormina e Giardini Naxos, che registrano appena due punti di percentuale in più.

I numeri

Sono 222 le strutture italiane contattate in forma anonima per la rilevazione dei prezzi applicati, con attenzione specifica alle tariffe della settimana dal 2 all’8 agosto: ombrellone e due lettini nelle prime quattro file. Ad Alghero sono dieci gli stabilimenti dichiarati come monitorati e per una settimana in prima fila si spenderebbe in media 288 euro, 282 euro in seconda fila, 270 euro in terza e 248 euro dalla quarta fila in poi. Tra tutte le prime quattro file, si raggiungono i 274 euro, dato che colloca così la capitale della riviera del Corallo al terzo posto tra le località più care d’Italia dopo Alassio (340 euro) e Gallipoli (324 euro).

La passata stagione Il dato pesa ancora di più se confrontato con gli anni precedenti. Già nel 2025 Altroconsumo aveva indicato Alghero come una delle località con gli aumenti più consistenti, registrando un rincaro del 9 per cento rispetto al 2024. Quest’anno, secondo quanto riportato, il balzo è ancora più marcato e supera di oltre il doppio la media nazionale, ferma al 6 per cento. Negli ultimi cinque anni poi, secondo l’associazione, il costo degli stabilimenti balneari è aumentato del 24 per cento in tutta Italia.

La reazione

Una lettura che però viene contestata vigorosamente dagli operatori del settore: «Nessuno ha alzato i prezzi rispetto allo scorso anno, anzi – spiega Claudia Comida, attuale presidente regionale del Sib Sardegna, sindacato balneari, e titolare dello struttura nella pineta della marina di Arbatax, La Capannina –. Semmai, con la forte crisi di personale, una carenza da incubo che ci costringe a fare i salti mortali, la notizia è che in molti hanno dovuto ridurre in qualche modo i servizi». Per Comida «il dato, riportato così, è strumentale.

Riflette infatti le tariffe della settimana a maggior presenza su tutti i litorali d’Italia, e per legge del mercato i prezzi sono più alti in quel picco di stagione. Per il resto, le tariffe applicate sulle spiagge sarde sono livellate da anni, e peraltro ci sono chilometri e chilometri dove lettini e ombrelloni si pagano 15 euro al giorno, non 40 euro, in tantissime località». Il servizio dello stabilimento è in realtà un presidio di sicurezza: «Dove no arriva quello Stato che ci ha abbandonati, ci sono le nostre docce, la nostra assistenza sanitaria, i nostri caffè e panini, i nostri bagni».

L’iniziativa

Proprio per questo, il 2 giugno per i balneari non sarà solo la Festa della Repubblica: «Una mobilitazione nazionale promossa dal Sib Confcommercio coinvolgerà circa 30mila aziende del comparto per una campagna di informazione e sensibilizzazione su tutti i litorali italiani – chiude Comida –. Al centro della nostra protesta c’è la richiesta di una legge del Governo sul riordino delle concessioni demaniali marittime».

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