La povertà invisibile dell’isola, 10mila persone alla Caritas: crescono ancora le famiglie che richiedono aiuto – Tutti i dati
Il report: «Indigenza sempre più diffusa, assistiti in aumento del 16%»
Cagliari C’è una Sardegna che non compare nelle brochure turistiche, lontana dalle spiagge premiate e dalle immagini da cartolina che ogni estate fanno il giro del mondo. È la Sardegna delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, dei lavoratori che restano poveri nonostante uno stipendio, degli anziani soli e di chi è costretto a bussare a un centro di ascolto per ottenere un aiuto concreto. A raccontarla è il Report statistico nazionale 2026 della Caritas, che fotografa una realtà sociale in peggioramento e colloca l’isola tra i territori più esposti al rischio di esclusione economica e sociale.
I numeri riferiti al 2025 parlano chiaro: le persone accompagnate dalla rete Caritas in Sardegna sono state 10.651, contro le 9.171 del 2024, con un aumento superiore al 16 per cento in appena un anno. Per rispondere a una domanda crescente di sostegno, la rete territoriale ha ampliato la propria presenza, passando da 78 a 98 centri di ascolto e servizi attivi. Nonostante questo rafforzamento, ogni struttura segue mediamente 108,7 persone, un carico molto più elevato rispetto alla media del Mezzogiorno, che si ferma – il numero fa paura – a 72,8.
L'isola si distingue anche per l'incidenza delle famiglie assistite: sono 10,08 ogni mille nuclei residenti, contro una media nazionale di 6,06. Un dato che, secondo il rapporto, procede di pari passo con il rischio di povertà rilevato dall'Istat, attestato al 26,1 per cento. Una correlazione che in Sardegna appare più evidente che in molte altre regioni .
A chiedere aiuto sono soprattutto cittadini italiani, che rappresentano il 59,3 per cento delle persone assistite, mentre gli stranieri costituiscono il 39,7 per cento. Colpisce inoltre il livello di istruzione: il 50,9 per cento degli utenti si ferma alla licenza media inferiore, la percentuale più alta registrata nel Paese, mentre solo il 2,9 per cento possiede una laurea.
La povertà resta strettamente legata alla mancanza di lavoro. Quasi una persona su due tra quelle incontrate dalla Caritas è disoccupata e in cerca di occupazione, pari al 48,6 per cento del totale. Ma emerge anche il fenomeno dei lavoratori poveri: il 14,1 per cento degli assistiti ha un impiego che non garantisce risorse sufficienti per sostenere le spese essenziali. Nella macroarea delle isole, inoltre, si registra l'Isee medio più basso d'Italia, pari a 4.160 euro annui.
Il disagio raramente si presenta da solo. Il 37,8 per cento delle persone accompagnate in Sardegna cumula almeno tre diversi ambiti di bisogno, tra difficoltà economiche, problemi abitativi e fragilità sanitarie. Proprio la salute rappresenta una delle criticità più rilevanti: il 18,9 per cento degli assistiti presenta problemi sanitari, una quota superiore alla media nazionale del 16,1 per cento.
Non meno preoccupante è il dato sulla povertà cronica. Se il 39,4 per cento degli utenti rientra nella categoria dei nuovi poveri, circa il 28 per cento è seguito dalla rete Caritas da almeno cinque anni, segnale di condizioni di fragilità che tendono a consolidarsi nel tempo. Le richieste riguardano soprattutto beni materiali, indicati dal 78,2 per cento delle persone assistite. Seguono le difficoltà abitative, al 15,6 per cento, e quelle sanitarie, al 13,8. La risposta della rete si concentra principalmente nella distribuzione di beni e servizi materiali, che rappresentano il 61,2 per cento degli interventi, oltre ai contributi per l'alloggio e al supporto sanitario.
Tra i dati più significativi emerge infine quello relativo ai rapporti con il welfare pubblico. Nella macro area delle Iisole soltanto il 2,1 per cento delle persone seguite dalla Caritas risulta già preso in carico dai servizi territoriali. Un dato che evidenzia come una parte consistente della popolazione più fragile continui a restare lontana dai tradizionali strumenti di protezione sociale, affidando alla rete della solidarietà un ruolo sempre più centrale nel contrasto alla povertà.
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