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Caldo, l’estate entra in una nuova fase estrema: in Sardegna attese punte fino a 45 gradi e notti super tropicali

Caldo, l’estate entra in una nuova fase estrema: in Sardegna attese punte fino a 45 gradi e notti super tropicali

La terza ondata africana porterà afa, notti caldissime e temperature molto alte anche nell’isola. Prima, però, temporali su parte dell’Italia

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Sassari L’Italia è entrata in una fase climatica in cui non fanno più notizia soltanto i picchi estremi da 38-40 gradi. A preoccupare, sempre di più, è la nuova normalità: giornate considerate non eccezionali che viaggiano comunque sui 34-35 gradi, valori che fino a pochi decenni fa sarebbero stati percepiti come piena ondata di calore.

Lo conferma Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it: anche quando non si è formalmente dentro una vera ondata di caldo, le temperature restano anomale. Trenta o quarant’anni fa, in una normale giornata di giugno, molte zone d’Italia si fermavano mediamente intorno ai 30-32 gradi. Oggi la soglia si è spostata verso l’alto. Un esempio è Milano, dove i picchi massimi di luglio, che nel secolo scorso si attestavano intorno ai 33 gradi, negli ultimi anni sono arrivati a toccare valori prossimi ai 37.

Il quadro si inserisce in una tendenza più ampia. L’Europa è ormai considerata uno degli hotspot del riscaldamento globale: secondo Copernicus e l’Organizzazione meteorologica mondiale, il continente si sta riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media del pianeta. A incidere sono diversi fattori, dalla posizione geografica esposta alle risalite di aria subtropicale dal Nord Africa alla progressiva perdita di ghiaccio sulle Alpi e nelle aree artiche, con effetti sugli equilibri della circolazione atmosferica.

Da oggi, mercoledì 8 luglio, l’Italia deve fare i conti con la terza ondata di caldo africano dell’anno. La fase è appena iniziata e, secondo le previsioni, potrebbe protrarsi almeno fino alla terza decade del mese. Nei primi giorni, però, il caldo non sarà l’unico elemento da monitorare. Il cuore più rovente dell’anticiclone resterà inizialmente più sbilanciato verso la Francia, mentre sull’Italia saranno possibili temporali, soprattutto lungo l’Appennino centro-meridionale fino a venerdì. Tra venerdì sera e sabato l’instabilità potrà interessare anche il Nord e la Pianura Padana, con rovesci localmente intensi.

La causa è una falla nello scudo dell’anticiclone africano: infiltrazioni di aria più fresca in quota, in movimento dalla Spagna verso est, riusciranno a innescare contrasti termici e quindi temporali anche violenti.

Dopo il passaggio instabile del fine settimana, il caldo è destinato a rafforzarsi. Nei primi giorni della prossima settimana è atteso un deciso aumento delle temperature, con valori molto elevati in diverse aree del Paese. La differenza rispetto alle prime due ondate dell’estate è che questa volta il caldo investirà in modo più netto anche il Sud.

Il caso Sardegna

La Sardegna sarà una delle zone più esposte. Nell’isola, soprattutto nelle aree interne, le temperature potranno raggiungere punte molto alte, fino a 43-45 gradi secondo gli scenari più severi. L’attenzione è rivolta in particolare alle zone interne del sud-ovest, dove tra lunedì e mercoledì il disagio biometeorologico potrebbe diventare molto marcato, con afa opprimente e condizioni difficili per l’organismo.

Non si tratta solo di caldo nelle ore centrali della giornata. Uno degli aspetti più insidiosi riguarda la notte. Si parla di “notte tropicale” quando la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. L’espressione “notte super tropicale” viene invece usata, nella comunicazione meteorologica più recente, per indicare notti in cui la colonnina resta sopra i 25 gradi.

È un dato importante perché il corpo, dopo una giornata rovente, ha bisogno del raffrescamento notturno per recuperare. Se la temperatura resta alta anche dopo il tramonto, aumenta lo stress fisico, peggiora la qualità del sonno e cresce il disagio, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e per chi vive in aree urbane o in zone dove l’umidità resta elevata.

In Sardegna questo rischio può diventare particolarmente pesante nei giorni della fiammata africana: alle massime estreme delle zone interne si sommeranno minime elevate e afa, con notti poco rinfrescanti anche lungo le coste e nei centri abitati più esposti. Per questo la raccomandazione è evitare l’esposizione nelle ore più calde, limitare gli spostamenti non necessari, bere spesso e prestare attenzione ai soggetti più vulnerabili.

Da mercoledì 15 luglio il quadro potrebbe migliorare solo lievemente, senza una vera svolta. Un nuovo picco è indicato per venerdì 17 luglio, quando il caldo africano potrebbe tornare a intensificarsi su molte regioni. Per un cambiamento più netto bisognerà guardare alla terza decade del mese, dopo il 20 luglio, quando alcune proiezioni ipotizzano la discesa di correnti più fresche dal Nord Europa.

È però una tendenza ancora lontana e quindi da confermare. L’aria più fresca potrebbe deviare più a nord o più a est, lasciando l’Italia, e la Sardegna in particolare, ancora dentro una fase di caldo intenso. In questa estate estrema, la vera notizia non è più soltanto il picco record: è la durata del caldo e la difficoltà, anche di notte, di tornare a respirare.

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