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Boom estivo

Turismo, la Sardegna batte ogni record: agosto cresce e settembre volta – I dati completi

di Luigi Soriga
Turismo, la Sardegna batte ogni record: agosto cresce e settembre volta – I dati completi

L’assessore Cuccureddu: «Questo è il mese degli italiani, poi arriveranno gli stranieri»

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Sassari La Sardegna di agosto ormai assomiglia a un catino colmo fino all’orlo, a una cartolina esaurita dove non entra più nemmeno uno spillo,. Invece c’è ancora spazio. E, soprattutto, in questa estate 2026, c’è ancora da incassare. A scorrere i numeri freschi di stagione, l’Isola sembra un bancomat affacciato sul mare, capace di polverizzare i suoi stessi primati.

«Il 2025 è stato da record, un anno difficilmente ripetibile – osserva l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu – Eppure oggi le prenotazioni ci indicano un ulteriore incremento». Luglio ha chiuso con un +6,5% rispetto allo stesso momento del 2025. Agosto, il mese tradizionalmente più affollato, viaggia a +5,5%. Ma è settembre a sorprendere davvero con un +16,2%, mentre ottobre mantiene un robusto +7,9%.

È la fotografia scattata dai dati delle principali piattaforme internazionali di prenotazione (Booking, Airbnb, Expedia e gli altri grandi operatori online che rappresentano l’80% dei flussi turistici) elaborati dall'assessorato regionale. «Sono numeri che, letti da soli, raccontano una buona stagione. Letti insieme a quelli dell’anno precedente assumono un altro significato. Perché il 2025 aveva già portato quasi 14 milioni di presenze estive, con una crescita superiore al 31% rispetto all’anno precedente. Aumentare ancora, dopo un exploit del genere, significa che il mercato non si è limitato a consolidarsi. Continua ad allargarsi».

Ma per capire chi fa suonare davvero i registratori di cassa, bisogna guardare l’identikit di chi sbarca e atterra. È un’estate a due velocità, divisa tra la truppa tricolore e la costanza di chi arriva da oltre confine.

«I turisti italiani concentrano in estate le loro presenze al 72%, contro il 57% degli stranieri. Il mese di agosto è il mese degli italiani».

Una transumanza balneare che ha i contorni dell’esodo: «Lo scorso anno, e quest’anno c’è da aggiungere quel 5,5% in più, abbiamo avuto 3.161.000 presenze di italiani. Numeri che scendono a 2 milioni e 147 a settembre, addirittura a 282.000 a ottobre. C’è proprio una punta, un vertice».

Dall'altra parte ci sono gli stranieri. L’esercito che salva l’economia quando l'Italia torna in ufficio. «Gli stranieri – prosegue l'assessore – vengono maggiormente a luglio, ma da luglio a settembre sono sempre oltre i due milioni. I flussi sono questi: vanno da 2 milioni a settembre, a 2 milioni e mezzo a luglio, a 2 milioni e 300 ad agosto. Rimangono pressoché costanti».

Sugli italiani, invece, rassegnazione clinica: «È difficilissimo smuoverli in altre parti del calendario. È quasi impossibile perché c’è un’abitudine dovuta all’organizzazione del lavoro in Italia... le scuole riaprono a settembre, a fine agosto tutti ritornano a casa per sistemarsi e ricominciare».

Eppure, i volumi complessivi raccontano un miracolo economico che non conosce soste. Cuccureddu osserva il pallottoliere e rivendica la scalata: «In due anni siamo diventati di gran lunga la regione italiana che cresce di più. Questa performance è spalmata in termini percentuali su tutto l'anno: più 40% in media stagione, cioè aprile, maggio, settembre e ottobre; più 32% nel periodo invernale e più 31,8% nel periodo estivo».

La vera sorpresa, però, è l’agosto che sta iniziando. Mentre tutti gridano alla saturazione, l’algoritmo calcola «un’ulteriore crescita del 5,5% in termini di presenze e di circa il 15% in termini di fatturato». La traduzione è felice per chi incassa: «Significa che complessivamente sale il fatturato medio per transazione. Se la singola transazione dell’anno scorso era in media di 100 euro, quest’anno sarà di 110 euro. Parliamo di un incremento notevole». A strisciare le carte di credito senza troppi patemi sono i soliti noti: «Gli americani con 80 euro di media a strisciata, seguiti dagli svizzeri a 64 e dai tedeschi. Mentre quelli che spendono meno sono spagnoli e polacchi».

I soldi finiscono per «quasi un quarto nei ristoranti», ma c’è un dato che Cuccureddu definisce un “segnale negativo”, spia di un’infrastruttura sotto stress: l’impennata del noleggio auto, schizzato a «più del 28% rispetto all'anno scorso». Tutti in macchina, su e giù per le regine dell’estate, rigorosamente misurate in volumi assoluti di presenze: «Alghero, Arzachena, Olbia, poi abbiamo più o meno alla pari Orosei, San Teodoro e Cagliari». Anche se a settembre, puntualmente, «Cagliari supera Orosei».

Ed è proprio l’autunno la nuova terra promessa. La destagionalizzazione non è più un convegno noioso, ma una progressione aritmetica: «Settembre per noi è media stagione e la crescita è al 16,2 per cento. Addirittura anche ottobre cresce ancora tantissimo, più di agosto, e siamo al 7,9 per cento».

La sfida è lanciata. Convincere il mondo che l’Isola non è solo una meravigliosa scatola di sabbia ad agosto, ma un paradiso aperto dodici mesi l'anno.

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