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L'enigma della “AI Capex”: il motore invisibile che sostiene l'economia globale

di Redazione Web
L'enigma della “AI Capex”: il motore invisibile che sostiene l'economia globale

I colossi tecnologici investono sempre di più in Data Center: in Sardegna un progetto da 1,5 miliardi

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L’economia mondiale di agosto 2026 si muove su un doppio binario. Da un lato, persistono forti spinte inflazionistiche causate dagli shock energetici nel Medio Oriente e dai dazi doganali legati alle politiche commerciali statunitensi. Dall'altro, una forza straordinaria sta agendo da ammortizzatore macroeconomico, spingendo gli indici azionari a livelli record e sostenendo i profitti aziendali: la spesa in conto capitale (Capex) per l'Intelligenza Artificiale.

Solo nel secondo trimestre di quest'anno, i quattro colossi tecnologici Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft hanno investito la cifra record di 165 miliardi di dollari in infrastrutture e data center. Questa imponente iniezione di liquidità sta ridisegnando non solo i mercati finanziari, ma l'intera struttura della crescita economica globale.

Anche in Sardegna si punta sui Data Center

In Sardegna un investimento da quasi 1,5 miliardi di euro trasformerà la miniera di Nuraxi Figus della Carbosulcis in un polo tecnologico legato ai data center. La riconversione dell’attività in miniera apre le porte a un progetto innovativo che utilizzerà energie rinnovabili e una interconnessione già disponibile di 100 MW nel sito minerario più grande d'Europa. Energy Vault ha già avviato la prima fase del suo sistema di stoccaggio elettrico gravitazionale, chiamato "EV-0", che utilizza le profondità della miniera per stoccare e produrre energia come in un impianto di pompaggio idroelettrico.

La spesa in conto capitale come scudo anti-recessione

Mentre il reddito disponibile delle famiglie e la forza dei consumatori subiscono un progressivo rallentamento a causa del costo della vita, gli investimenti privati in tecnologia stanno compensando il calo della domanda interna, in particolare negli Stati Uniti.

Il massiccio afflusso di capitali si sta riversando lungo tutta la catena di fornitura dell'alta tecnologia, generando un forte effetto moltiplicatore. 

Infrastrutture e Data Center: la domanda di energia e di server ha accelerato la costruzione di impianti avanzati, sostenendo i settori industriali ed elettrici.

Dispositivi e semiconduttori: nonostante una forte volatilità di borsa per i titoli tech, i costi dei chip di memoria restano elevati a causa della domanda insaziabile, spingendo le aziende a espandere costantemente la capacità produttiva.

Flessibilità aziendale: le aziende petrolifere, manifatturiere e dei servizi stanno adottando l'AI e la robotica per difendere i propri margini operativi dalle frizioni geopolitiche e dalla carenza di manodopera.

L'impatto asimmetrico tra Europa e Stati Uniti

Il fenomeno della AI Capex non colpisce tutti i blocchi economici allo stesso modo. Gli Stati Uniti rimangono l'epicentro della spesa, trainando una crescita del PIL stimata tra l'1,5% e il 2,0% per il 2026. In Europa, l'espansione economica soffre maggiormente il freno dello shock energetico originato dalle rotte commerciali interrotte e dai costi di transizione. Sebbene gli indici azionari europei abbiano attratto forti flussi di capitali grazie a una buona tenuta complessiva degli utili aziendali (+17%), la crescita reale dell'Eurozona si attesta su livelli modesti (intorno all'1,2% complessivo).

In questo contesto, l'Italia mostra una moderata capacità di resistenza. Sostenuta dagli investimenti legati al PNRR e da un tasso di occupazione stabile, la crescita del PIL italiano per il 2026 è stimata intorno allo 0,7% (Istat) o 0,9% (UPB). Tuttavia, il paese si trova a fare i conti con una recente frenata del potere d'acquisto delle famiglie, dovuta al fatto che la spinta dei rinnovi contrattuali ha smesso di correre più velocemente dell'inflazione.

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