Mutui, possibile rialzo dei tassi Bce a settembre: cosa cambia per le rate
Dopo la stretta di giugno cresce l’attesa per un altro aumento dei tassi: ecco chi rischia di pagare di più e chi invece non avrà conseguenze
Francoforte Per chi ha un mutuo a tasso variabile potrebbe tornare il rischio di rate più pesanti. I mercati finanziari stanno infatti aumentando le scommesse su un nuovo rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea già a settembre, dopo la stretta decisa a giugno per contrastare le nuove pressioni inflazionistiche.
La Bce non ha ancora preso alcuna decisione. Nell’ultima riunione del 23 luglio il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tre tassi ufficiali: 2,25% sui depositi, 2,40% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,65% sui prestiti marginali. La prossima riunione di politica monetaria è in programma il 9 e 10 settembre a Berlino.
Secondo Reuters, tuttavia, sui mercati si sta rafforzando l’aspettativa di un aumento di 25 punti base a settembre, che porterebbe il tasso sui depositi dal 2,25 al 2,50%. Le scommesse si stanno spostando anche più avanti: viene attribuita una probabilità crescente a una prosecuzione della stretta monetaria nei mesi successivi, con il tasso sui depositi che potrebbe avvicinarsi al 3% entro il 2027.
A spingere queste attese sono soprattutto i timori per l’inflazione. Il prezzo del petrolio resta elevato, il mercato dei prodotti raffinati è sotto pressione e le scorte europee di gas sono particolarmente basse per il periodo dell’anno. L’inflazione dell’area euro, inoltre, a luglio è salita al 2,9%, ancora sopra l’obiettivo del 2% della Bce.
Ma cosa significa concretamente per chi sta pagando un mutuo? Chi ha già un finanziamento a tasso fisso non deve temere variazioni della rata: il tasso resta quello stabilito alla firma del contratto fino alla scadenza.
Diversa la situazione per i mutui a tasso variabile, generalmente legati all’Euribor. Le rate non dipendono direttamente dal tasso sui depositi della Bce, ma i tassi del mercato interbancario tendono a incorporare le aspettative sulla politica monetaria. Se l’ipotesi di una nuova stretta dovesse consolidarsi, l’Euribor potrebbe risentirne e trasferire parte dell’aumento sulle rate, secondo le condizioni previste dai singoli contratti.
Anche chi deve accendere oggi un nuovo mutuo deve quindi tenere d’occhio Francoforte. Il mercato può infatti anticipare le decisioni della Bce: i tassi applicati dalle banche possono iniziare a muoversi prima ancora della riunione ufficiale.
Il quadro resta comunque aperto. La stessa Bce ha ribadito di non essersi impegnata su un percorso prestabilito e di voler decidere riunione dopo riunione sulla base dei dati su inflazione, economia e mercati. Solo il 10 settembre si saprà dunque se il rialzo atteso dagli investitori diventerà realtà. Per chi ha un mutuo variabile, però, il cambio di clima sui mercati è già un segnale da non ignorare.
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