Scuola, Olbia va in controtendenza: ci sono sempre più alunni
L’eccezione In città si lavora alla costruzione di nuovi istituti
Olbia Il problema si trascina da anni. Olbia cresce e non sa più dove mettere i suoi studenti. Sul fronte delle scuole elementari e medie, gestite dal Comune, la situazione appare abbastanza sotto controllo grazie alla realizzazione di nuovi edifici. Del tutto diverso il discorso che riguarda le scuole superiori, ora gestite dalla resuscitata Provincia Gallura. Tutto occupato: aule, laboratori, corridoi. Da anni l’ente provinciale si trova così costretto a dover affittare nuovi spazi a spasso per la città. Ma esauriti anche gli edifici da prendere in affitto, la Provincia ha dovuto mettere in campo una nuova soluzione: costruire alcune strutture modulari – simili a container ma con tutti i servizi base – nel cortile del liceo artistico Fabrizio De André. I soldi sono stati già stanziati e la realizzazione delle strutture dovrebbe prendere il via nel giro di breve tempo. Nella scuola di via Modena, nel quartiere di Poltu Cuadu, fino a giugno le classi erano infatti 21, mentre le aule disponibili solamente 17. Una situazione che la dice lunga sul fenomeno del sovraffollamento delle scuole superiori di Olbia, città che, tra residenti e domiciliati, ha da poco superato quota 111mila abitanti.
E mentre al De André si realizzano le strutture modulari, la Provincia, presieduta dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi, ha appena stanziato anche tre milioni di euro con l’obiettivo di acquistare un nuovo edificio da trasformare in una scuola, magari per ospitare parte degli studenti dei licei classico-linguistico Gramsci e scientifico Mossa. L’avviso esplorativo è stato già pubblicato e sono tre i privati ad aver risposto presente. Una situazione da codice rosso, insomma, che ha radici profonde. Innanzitutto l’inarrestabile boom demografico di Olbia, ma anche i tanti anni di assenza di un ente – quello provinciale – in grado di pianificare in maniera concreta la realizzazione di nuove scuole.
Poi c’è anche la questione (non di poco conto) del rischio idrogeologico. Ben tre scuole superiori di Olbia – i licei Gramsci e Mossa e l’istituto Amsicora Ipia – si trovano infatti in zona rossa. Il 18 novembre del 2013, durante l’alluvione che devastò mezza città, i tre istituti furono invasi dal fango, per fortuna poche ore dopo il suono dell’ultima campanella. Gli edifici, proprio perché si trovano in una zona a rischio, non possono essere ampliati. Anzi, sarebbero da chiudere. Per questo, ormai da diversi anni, si lavora per realizzare un nuovo campus scolastico in una zona periferica della città, vicino all’ospedale Giovanni Paolo II, in un’area rialzata e quindi non a rischio alluvione. Qualcosa, negli ultimi tempi, si è finalmente mosso. Lo scorso anno la Regione ha infatti stanziato quasi 20 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione del primo lotto, che ospiterà l’Amsicora. Subito dopo sarà la volta del Gramsci e del Mossa. (d.b.)
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