Concorso Ripam, 61 posti in Sardegna per specialisti tecnici: domande fino al 23 settembre
Assunzioni a tempo indeterminato negli enti locali, basta la laurea e la selezione prevede una sola prova scritta
Cagliari Sessantuno assunzioni a tempo indeterminato in Sardegna per specialisti tecnici da impiegare negli enti locali e nelle attività legate alle politiche europee di coesione. È la quota riservata all’isola nel nuovo concorso bandito dalla Commissione Ripam per complessivi 882 funzionari da destinare alle amministrazioni di sette regioni del Mezzogiorno.
Le candidature possono essere presentate fino alle 23.59 del 23 settembre attraverso il portale inPA. I posti destinati alla Sardegna sono distribuiti tra la Città metropolitana di Cagliari, Comuni, Province, Comunità montane e Unioni di Comuni. I vincitori saranno inquadrati nell’Area dei funzionari del comparto Funzioni locali.
A livello nazionale la quota più consistente riguarda la Sicilia, con 269 posti, seguita dalla Campania con 237, dalla Puglia con 168 e dalla Calabria con 104. Alla Sardegna ne spettano 61, mentre sono 35 in Basilicata e 8 in Molise. Il concorso è organizzato su base territoriale e ogni candidato può scegliere un solo codice regionale: non è quindi possibile concorrere contemporaneamente per più territori.
Di cosa si occuperanno i nuovi funzionari
Gli specialisti tecnici saranno destinati esclusivamente ad attività connesse alle politiche di coesione finanziate con risorse europee. Tra i compiti previsti ci sono la progettazione e il supporto tecnico agli enti, la gestione di opere pubbliche, infrastrutture ed edilizia e il controllo della conformità degli interventi finanziati con fondi strutturali alla normativa nazionale ed europea. Le competenze richieste spaziano dall’urbanistica alla pianificazione territoriale, dall’ingegneria civile e strutturale all’edilizia e all’impiantistica, fino ad architettura, ambiente, paesaggio, mobilità e trasporti.
Le lauree richieste
Possono partecipare candidati in possesso di diverse lauree magistrali e triennali di area tecnica. Tra le magistrali ammesse figurano Architettura del paesaggio, Architettura e ingegneria edile-architettura, Ingegneria chimica, civile, dei sistemi edilizi, della sicurezza, delle telecomunicazioni, elettrica, energetica e nucleare e per l’ambiente e il territorio, oltre a Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale e Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio. Sono valide anche alcune lauree triennali: Ingegneria civile e ambientale, Scienze dell’architettura, Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale, Scienze e tecniche dell’edilizia e Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura. Ammessi anche i titoli equiparati e, secondo le procedure previste dalla legge, quelli conseguiti all’estero. Il bando non richiede una specifica esperienza professionale precedente.
Una sola prova scritta
La selezione prevede un unico test scritto, senza prova orale: 40 quesiti a risposta multipla da completare in 60 minuti, con un punteggio massimo di 30 punti. Le domande comprendono 25 quesiti sulle materie tecnico-professionali, otto dedicati alla logica e al ragionamento critico-verbale e sette quesiti situazionali, pensati per verificare la capacità di affrontare problemi organizzativi e gestionali. Per le prime 33 domande sono assegnati 0,75 punti per ogni risposta corretta, mentre un errore comporta una penalizzazione di 0,25 punti. Nessun punto per le risposte non date. Nei quesiti situazionali il punteggio varia invece in base all’efficacia della soluzione indicata. Per superare la prova occorrono almeno 21 punti su 30.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente attraverso il portale inPA utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS. È necessario compilare il curriculum e disporre di una Pec personale o di un domicilio digitale. Le domande sono aperte dal 24 agosto e potranno essere inviate fino alle 23.59 di mercoledì 23 settembre 2026. È previsto inoltre il pagamento di una quota di partecipazione di 10 euro entro la stessa scadenza. Il contributo non è rimborsabile e il mancato pagamento comporta l’esclusione. In caso di più candidature presentate dallo stesso concorrente sarà considerata valida soltanto l’ultima trasmessa.
Riserve e formazione
Il bando prevede alcune quote di riserva: il 10% dei posti di ogni ambito territoriale per le persone con disabilità secondo la legge 68 del 1999, il 30% secondo le condizioni previste per i volontari delle Forze armate e il 15% per gli operatori volontari che abbiano concluso senza demerito il servizio civile universale o nazionale. Un’ulteriore riserva, fino al 40%, riguarda il personale che abbia maturato almeno 36 mesi di servizio nei rapporti di lavoro a tempo determinato indicati dal bando. Complessivamente, le riserve non possono superare la metà dei posti disponibili.
Dopo l’assunzione è previsto un corso sulle politiche di coesione della durata massima di tre mesi, durante il quale sarà riconosciuta una borsa di studio di mille euro lordi al mese.
Per i vincitori è previsto anche un vincolo sulla mobilità: fino al 31 dicembre 2029 non potranno partecipare a procedure di mobilità né essere impiegati presso altre amministrazioni attraverso comando, distacco o strumenti analoghi.
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