Ecobonus, il governo studia il ritorno al 65%: quali lavori potrebbero avere lo sconto più alto
L’ipotesi per la prima casa riguarda infissi, pompe di calore, pannelli solari, schermature e cappotti termici
Roma L’ecobonus potrebbe tornare al 65% per gli interventi di efficientamento energetico sulla prima casa. È una delle ipotesi allo studio del governo in vista della legge di Bilancio 2027, con l’obiettivo di rafforzare gli incentivi destinati ai lavori che consentono di ridurre i consumi energetici degli edifici.
Il progetto prevede di innalzare dal 50 al 65% la detrazione per l’abitazione principale, mentre per gli altri immobili l’agevolazione resterebbe più bassa. Il possibile intervento riguarderebbe lavori come la sostituzione degli infissi, l’installazione di pompe di calore, impianti solari e schermature, oltre ai cappotti termici e agli altri sistemi di coibentazione.
A rendere possibile il rafforzamento dell’ecobonus potrebbero essere anche i margini di flessibilità concessi dall’Unione europea all’Italia per sostenere gli investimenti nella transizione energetica, quantificati in circa 14 miliardi di euro. L’obiettivo sarebbe concentrare le risorse sulle opere capaci di produrre una riduzione effettiva dei consumi, senza tornare al sistema delle maxi agevolazioni degli anni scorsi.
La questione diventa ancora più rilevante guardando al 2027. In assenza di modifiche con la prossima manovra, infatti, le agevolazioni previste per la casa sono destinate a ridursi ulteriormente: per l’abitazione principale l’aliquota scenderebbe dall’attuale 50 al 36%, mentre per gli altri immobili passerebbe dal 36 al 30%.
Sul tavolo del governo c’è anche il futuro del bonus mobili e grandi elettrodomestici, mentre il capitolo casa si inserisce in una legge di Bilancio che dovrebbe intervenire anche su salari e fisco.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto domenica 13 settembre alla festa nazionale dell’Udc, ha indicato tra le priorità una riduzione selettiva della pressione fiscale, con particolare attenzione ai giovani e al ceto medio. Tra le ipotesi c’è una tassazione al 5% sugli aumenti di stipendio riconosciuti ai lavoratori più giovani. Il ministro ha però precisato che si tratta di proposte ancora da discutere all’interno della maggioranza.
Giorgetti ha inoltre ribadito la necessità di sostenere gli investimenti delle imprese, anche attraverso strumenti come iperammortamento e Zes, mantenendo allo stesso tempo sotto controllo il debito pubblico. Una cautela resa ancora più importante, secondo il ministro, dall’aumento dei tassi d’interesse e dai conseguenti maggiori costi per Stato, famiglie e imprese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
