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Assegno unico di ottobre, pagamenti il 21 e 22: ecco a chi spettano e quanto si riceve

Assegno unico di ottobre, pagamenti il 21 e 22: ecco a chi spettano e quanto si riceve

Le date fissate dall’Inps per le prestazioni senza variazioni, mentre per nuove domande e conguagli i tempi cambiano

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Roma Arrivano nella seconda metà di ottobre i nuovi pagamenti dell’Assegno unico e universale. Per le prestazioni già in corso e che non hanno subito variazioni, l’Inps ha fissato gli accrediti per mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre. Le date fanno parte del calendario 2026 comunicato dall’Istituto con il messaggio numero 3931 del 24 dicembre 2025.

Il calendario ordinario riguarda quindi le famiglie che già ricevono l’Assegno e la cui posizione non richiede modifiche o ricalcoli. Per le nuove domande, invece, la prima rata viene normalmente versata nell’ultima settimana del mese successivo a quello in cui è stata presentata la richiesta. Anche gli eventuali conguagli a credito o a debito vengono generalmente effettuati nell’ultima settimana del mese.

L’importo cambia in base all’Isee, all’età e al numero dei figli e alla presenza di eventuali condizioni che danno diritto alle maggiorazioni. Nel 2026 la quota base per ciascun figlio minorenne va da 58,30 euro al mese, in assenza di Isee o con un indicatore pari o superiore a 46.582,71 euro, fino a 203,80 euro per i nuclei con Isee non superiore a 17.468,51 euro. A queste somme possono aggiungersi le maggiorazioni previste, per esempio per i figli più piccoli, per le famiglie numerose, per i figli con disabilità o quando entrambi i genitori hanno redditi da lavoro.

L’Assegno è definito universale perché una quota minima spetta anche alle famiglie che non presentano l’Isee o che superano la soglia massima. Il sostegno riguarda tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, oltre a disoccupati e pensionati, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa su cittadinanza o titolo di soggiorno, imposizione fiscale e residenza o attività lavorativa in Italia.

Il beneficio è riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza. Può proseguire fino ai 21 anni se il figlio maggiorenne, con reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui, studia o segue un percorso di formazione, svolge un tirocinio o un’attività lavorativa, è registrato come disoccupato in cerca di occupazione oppure svolge il servizio civile universale. Per i figli con disabilità non è previsto alcun limite di età.

Per chi ha già una domanda accolta non è necessario presentare ogni anno una nuova richiesta: l’Inps continua a erogare automaticamente la prestazione. Resta però necessario comunicare eventuali cambiamenti, come la nascita di un altro figlio, e rinnovare l’Isee per ottenere l’importo corretto. Senza un Isee valido viene infatti riconosciuta la quota minima.

Dal 2026 è inoltre operativo il nuovo Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dalla legge di Bilancio. Il sistema prevede criteri più favorevoli per le famiglie con figli, tra cui una franchigia più elevata sulla prima casa e maggiorazioni della scala di equivalenza per i nuclei numerosi. Per l’Assegno unico il nuovo indicatore viene utilizzato dal marzo 2026.

La domanda e le variazioni possono essere gestite attraverso il portale o l’app dell’Inps, rivolgendosi a un patronato oppure tramite il Contact center ai numeri 803 164 da rete fissa e 06 164 164 da cellulare. Sul sito dell’Istituto è disponibile anche un simulatore per ottenere una stima indicativa dell’importo spettante.

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