Caro carburante, ambulanze e soccorso a rischio stop – La denuncia delle associazioni
Anpas, Misericordia e Avis scrivono alla presidente della Regione Alessandra Todde
Sassari Gli importi dei rimborsi sono fermi al 2011, il prezzo del carburante invece, continua a lievitare. E a pagare la differenza, da quindici anni, sono le associazioni di volontariato sardo che ogni giorno macinano migliaia di chilometri con le loro ambulanze. È il succo della lettera che le delegazioni sarde di Anpas, Federazione delle Misericordie della Sardegna e Avis hanno inviato alla presidente della Regione Alessandra Todde, che detiene ad interim anche la delega alla Sanità, e alla presidente della commissione Salute del Consiglio regionale Carla Fundoni.
Le tre associazioni di volontariato chiedono alla Regione un «urgente intervento sull’aumento dei costi del carburante e di adeguamento dei rimborsi per i servizi di trasporto sanitario e di emergenza-urgenza».
I volontari denunciano il crescente divario tra i costi effettivamente sostenuti per garantire i servizi e gli importi riconosciuti nell’ambito dell’attuale sistema di convenzionamento. Con particolare riferimento appunto, alla spesa per il carburante, diventata una voce sempre più pressante nei bilanci e non più sostenibile. «Il carburante - scrivono -, non è una spesa accessoria o rinviabile: è una condizione indispensabile per mettere in movimento le ambulanze e garantire ogni intervento di soccorso e ogni trasporto sanitario». La stragrande maggioranza dei mezzi di soccorso va a diesel, con un prezzo medio regionale che in questi giorni supera i 2.2 euro al litro.
Oltre al salasso del carburante, spiegano le tre sigle di volontariato, si aggiungono gli aumenti relativi alla manutenzione delle ambulanze, alle assicurazioni, ai dispositivi e alle attrezzature sanitaria, alla formazione e agli altri oneri organizzativi. Un intervento di sostegno da parte della Regione, avvisano, non può più essere rimandato. Alcune associazioni infatti «pur mantenendo piena disponibilità a operare, non dispongono più delle risorse per assicurare i servizi nelle condizioni attuali», con conseguenze che potrebbero abbattersi direttamente sui cittadini. Parafrasato: uno stop al servizio di emergenza - urgenza in alcune località.
Anpas, Federazione delle Misericordie della Sardegna e Avis concludono la lettera con una richiesta di intervento immediato alla Regione, in raccordo con Areus, indicando alcuni punti indispensabili per continuare a garantire il servizio di emergenza - urgenza. Il primo, l’adozione di una misura economica immediata che consenta di riconoscere le maggiorazioni dei costi sul carburante, in attesa dell’approvazione del nuovo testo convenzionale. Il secondo e il terzo punto riguardano l’adozione di un meccanismo di aggiornamento periodico sul prezzo del carburante e la definizione di criteri di rimborso che siano «coerenti con i costi effettivamente sostenuti per l’erogazione dei servizi». In conclusione le tre sigle richiedono un incontro urgente con Areus, per definire tempi certi degli interventi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
