I misteri della città di Cleopatra, dagli abissi emerge l’anello con il faro dell’antica Alessandria
Il ministro egiziano: «La scoperta è eccezionale». In uno dei siti archeologici più affascinanti al mondo, gli scavi sottomarini hanno portato alla luce nuovi reperti
Si tratta di uno dei siti archeologici più affascinanti al mondo e ora gli scavi sottomarini nel Porto orientale di Alessandria hanno portato alla luce nuovi reperti in ceramica e vetro, oltre a un anello-sigillo in bronzo raffigurante l'antico faro di Alessandria, sulla riva esterna di Alessandria, l'isola reale di Antirhodos.
L'immagine del faro ricorda le raffigurazioni presenti su monete risalenti al II secolo d.C. e secondo Hisham El Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, si tratta del primo anello con sigillo noto recante l'immagine del faro di Faro.
I lavori sono condotti dall'Istituto europeo di Archeologia Subacquea e dal Dipartimento generale di Archeologia subacquea dell'Egitto. La campagna di scavo in corso interessa quattro siti archeologici nel Porto Orientale, dove gran parte dell'antica Alessandria giace oggi sotto le acque del Mediterraneo. A condurre gli scavi è Franck Goddio, uno dei più celebri e rivoluzionari archeologi subacquei moderni. Nato a Casablanca nel 1947, ha fondato nel 1987 l’Institut Européen d'Archéologie Sous-Marine (IEASM). Goddio è famoso nel mondo per aver localizzato e mappato intere civiltà e metropoli inghiottite dal mare secoli fa, combinando lo studio dei testi antichi con tecnologie geofisiche d'avanguardia.
Il ministro egiziano del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha recentemente visitato l'area di scavo per verificare l'andamento dei lavori: il Ministero ha reso noto che le attività sottomarine comprendono anche la rilevazione e la documentazione dei resti archeologici, operazioni che richiedono competenze specialistiche sul campo a causa delle condizioni ambientali marine.
I reperti emersi durante questa campagna coprono diversi secoli della storia di Alessandria.
I manufatti in ceramica recuperati dai siti risalgono a un periodo compreso tra il IV secolo a.C. e il IV secolo d.C. Il gruppo comprende oggetti di uso quotidiano, stoviglie, anfore, recipienti, bottiglie e lucerne. Gli archeologi hanno inoltre recuperato frammenti di contenitori in vetro.
Il Porto Antico di Alessandria e il Palazzo di Cleopatra
Esplorando le acque inquinate e limacciose del Portus Magnus (il porto orientale di Alessandria d'Egitto), il team di Goddio aveva mappato i quartieri reali sommersi a causa di terremoti e maremoti. Durante le immersioni vennero scoperte le rovine dell'isola di Antirhodos, che ospitava il leggendario palazzo reale di Cleopatra, imponenti sfingi, statue monumentali di faraoni e regine tolemaiche, e persino la celebre "Coppa di Gesù" (una ciotola in ceramica del I secolo d.C. recante una delle più antiche iscrizioni che sembrano fare riferimento a Cristo).
Le nuove scoperte nell’antica Alessandria
Le quattro aree di scavo comprendono il Tempio di Iside, il palazzo e la collina occidentale sull'isola reale di Antirhodos, i resti di un obelisco e il Timonium, noto anche come Palazzo di Antonio.
Uno dei ritrovamenti più insoliti proviene da Antirhodos, parte dell'antico quartiere reale di Alessandria situato nell'area nota come Portus Magnus. Gli archeologi hanno rinvenuto un anello sigillo in bronzo recante l'immagine del Faro di Alessandria, il celebre monumento che un tempo sorgeva sulla vicina isola di Faro.
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