La Nuova Sardegna

Oristano

L’inziativa

Uccisa a 9 anni, dal dolore alla speranza: la storia della piccola Carla diventa una guida per le nuove generazioni

di Caterina Cossu

	Nella foto la piccola Carla Sebis e il suo ultimo disegno
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Nella foto la piccola Carla Sebis e il suo ultimo disegno

La famiglia: «Aveva la voglia e il diritto di vivere la sua vita, c’è bisogno di ricordare l’importanza dell’infanzia e dei suoi diritti»

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Oristano Aveva nove anni, amava la scuola, era brava in matematica e inventava storie da ascoltare prima di addormentarsi. Le piaceva giocare con le amiche, con la sorella e con il suo cane. Era vivace, dolce, affettuosa e attenta agli altri. È così che la famiglia vuole ricordare Carla Sebis, la bambina uccisa a Gonnostramatza il 24 ottobre 1976, quando aveva appena nove anni, da un sedicenne del paese. Cinquant’anni dopo, la sua storia diventa il punto di partenza di un percorso che guarda al presente e al futuro, mettendo al centro i diritti dell’infanzia, l’educazione e la prevenzione della violenza.

Così nascono “Le Giornate di Carla”, iniziativa promossa dal Comune di Gonnostramatza, in accordo con la famiglia e realizzata da Nabui Società Benefit. Il programma si sviluppa da domani sabato 24 ottobre a venerdì 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con appuntamenti che coinvolgeranno la comunità, le scuole e le famiglie attraverso incontri, teatro e laboratori.

«Vogliamo che Carla venga ricordata come una bambina che aveva la voglia e il diritto di vivere la sua vita» spiegano la mamma Maria, oggi ottantenne, e il resto della famiglia, nella convinzione che il modo più significativo per custodirne la memoria sia trasformarla in un’occasione di riflessione sui diritti dei bambini e sulla responsabilità degli adulti. «La nostra storia e quella di molte altre famiglie ci dimostra che c’è sempre il bisogno di ricordare l’importanza dell’infanzia e dei suoi diritti» sottolinea la famiglia.

L’amministrazione comunale ha scelto di dare alla ricorrenza un significato che andasse oltre il ricordo. «A cinquant’anni dalla scomparsa di Carla, abbiamo sentito la responsabilità di dare a questa ricorrenza un significato che guardasse anche al presente e al futuro della nostra comunità» ha dichiarato la sindaca Federica Piras.

Il programma si apre domani, sabato 24 ottobre, alle 17, con una messa commemorativa nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. Venerdì 30 ottobre, alle 18.30, al Teatro comunale arriverà Francesca Cavallo, autrice di «Storie della buonanotte per bambine ribelli» e «Storie spaziali per maschi del futuro», per un incontro sul potere delle storie e sugli stereotipi di genere.

Martedi 10 novembre gli alunni della scuola primaria assisteranno a «Storia di un no», spettacolo della compagnia Arione De Falco dedicato alle relazioni, al rispetto e alle dinamiche di controllo e violenza. Venerdì 13 novembre, alle 18.30, l’ex magistrato Gherardo Colombo parlerà dei diritti dell’infanzia e della loro tutela. Venerdì 20 novembre, infine, «Atelier: Il paese dei bambini», curato da Marta Pala, proporrà una giornata di laboratori dedicati al gioco e alla partecipazione.

A legare le iniziative alla storia personale di Carla ci sono anche i suoi quaderni e i disegni, recuperati per costruire l’identità visiva del progetto. Tracce della sua fantasia e della sua infanzia che restituiscono spazio alla bambina, oltre la violenza che le ha spezzato la vita. L’auspicio della famiglia è che le “Giornate di Carla” contribuiscano a mantenere viva nel tempo l’attenzione sui bambini e sul loro diritto a crescere protetti, ascoltati e rispettati.

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