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L’ordinanza

Albero cade sulla casa o sull’auto, quando spetta il risarcimento danni: le responsabilità di Anas


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L’ente è tenuto a dimostrare scientificamente l’eccezionalità dell’evento

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Chi subisce danni alla propria abitazione, all'auto o a un'attività commerciale a causa della caduta di un albero può avere diritto a un risarcimento. Non basta, infatti, invocare il maltempo o il forte vento per evitare ogni responsabilità. Come spiega Brocardi.it, la Corte di Cassazione ha chiarito che l'ente custode della strada deve dimostrare, con dati tecnici attendibili, che l'evento atmosferico fosse davvero eccezionale, imprevedibile e inevitabile.

Il caso

Il principio è contenuto nell'ordinanza n. 24158 del 28 luglio 2026, con cui la Terza sezione civile della Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi di un agricoltore contro Anas, rinviando la causa alla Corte d'Appello di Napoli per un nuovo esame. La vicenda riguardava quattro pini di grandi dimensioni, situati lungo la strada statale Appia, nel territorio di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Gli alberi erano caduti su un terreno agricolo, provocando danni al fondo e all'attività imprenditoriale che vi veniva svolta. La richiesta di risarcimento era stata respinta nei primi due gradi di giudizio, perché la caduta era stata attribuita a condizioni meteorologiche eccezionali. La Cassazione ha però rilevato un'incongruenza nella consulenza tecnica utilizzata per valutare l'intensità del vento: una velocità di 5,8 metri al secondo era stata associata a 170 chilometri orari. In realtà, quella misurazione corrisponde a circa 20,9 chilometri orari. Un errore che ha messo in discussione la classificazione dell'evento come tempesta eccezionale.

Il forte vento non esclude automaticamente il risarcimento

La decisione richiama l'articolo 2051 del Codice civile, che disciplina la responsabilità per i danni provocati dalle cose in custodia. La norma stabilisce che il custode è responsabile, salvo che riesca a dimostrare il cosiddetto caso fortuito. In pratica, chi ha subito il danno deve provare il collegamento tra la caduta dell'albero e il pregiudizio riportato. Spetta invece al soggetto responsabile della custodia dimostrare l'esistenza di una causa eccezionale, imprevedibile e inevitabile, tale da interrompere il rapporto tra l'evento e il danno. Non è quindi sufficiente sostenere genericamente che quel giorno ci fosse una tempesta o che il vento fosse particolarmente intenso. Servono rilevazioni meteorologiche attendibili e riferite alla zona interessata. La valutazione deve considerare anche le condizioni degli alberi, la specie, le dimensioni, lo stato delle radici, la conservazione della pianta e le caratteristiche del terreno. Anche la caduta contemporanea di più alberi, da sola, non dimostra necessariamente l'esistenza di un evento atmosferico eccezionale.

E se l'albero si trova su un terreno privato?

La responsabilità può riguardare anche il proprietario di un terreno privato dal quale proviene l'albero. In queste situazioni, tuttavia, occorre verificare anche se l'ente gestore della strada avesse conoscenza, o potesse conoscere, una situazione di pericolo per la circolazione. Anas non diventa automaticamente responsabile di ogni pianta che cade vicino a una strada statale. Allo stesso modo, la proprietà privata del terreno non esclude necessariamente ogni responsabilità dell'ente.

Occorre valutare caso per caso chi avesse effettivamente la custodia dell'albero, quali poteri di controllo e intervento avesse e se fossero possibili misure preventive, come la segnalazione del pericolo o gli interventi di competenza. La pronuncia della Cassazione non costituisce quindi una condanna automatica di Anas al pagamento dei danni, ma stabilisce un principio importante: per sottrarsi all'obbligo risarcitorio, il custode deve fornire una prova concreta e scientificamente attendibile del caso fortuito.

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