Sardegna maglia nera per prezzo del riscaldamento, volano gas e pellet: i prezzi e quale conviene
L’energia elettrica, invece, per le fasce economicamente più fragili è salita del 37% in un solo trimestre
Sassari Il freddo sta per arrivare, ma per le famiglie sarde il costo del calo delle temperature si preannuncia già più salato rispetto all’anno scorso. E nell’isola, per alcuni combustibili, si paga anche più che nel resto del Paese. Il gasolio da riscaldamento, ad esempio, è aumentato del 47% in dodici mesi. Il pellet ha già raggiunto i 9 euro a sacco, circa tre euro più dell’anno scorso. L’energia elettrica, invece, per le fasce economicamente più fragili è salita del 37% in un solo trimestre. Come detto, nell’isola il conto è anche più alto: per il gasolio, perché le quotazioni del Sud e delle isole sono da sempre superiori a quelle del Nord. Per il pellet, perché al prezzo si aggiungono il trasporto via mare e la tassa europea sulle emissioni delle navi. E infine per il metano, che continua a latitare in buona parte del territorio regionale ma dove è già disponibile ha un costo più alto del resto della nazione.
L’aumento dei costi
Secondo le ultime rilevazioni del ministero dell’Ambiente il prezzo medio del gasolio al consumo è di 2,07 euro al litro, contro 1,41 di un anno fa, il 47% in più. Percentualmente l’aumento è identico in tutto il Paese ma in Sardegna il costo, nonostante la presenza di una raffineria, è sempre più elevato. Aumento consistente anche per il pellet. A settembre dello scorso anno chi voleva fare un po’ di scorte in anticipo lo pagava circa 4,50 euro, quest’anno si è partiti da 6 euro e siamo già a nove. Anche il metano è rincarato. Secondo l'ultimo aggiornamento Arera, a ottobre la spesa del cliente tipo nel Servizio di tutela della vulnerabilità è aumentata del 9,1% rispetto a settembre. In Sardegna, inoltre, le tariffe regolate restano più elevate rispetto al Nord Italia del 13%, nonostante le compensazioni per i maggiori costi della distribuzione».
I bonus
Gli aiuti arrivano ma non per tutto. Il bonus sociale, per le famiglie con Isee fino a 9.796 euro, vale per luce e gas di rete mentre bombole e serbatoi di Gpl, gasolio e pellet ne sono esclusi Nei comuni senza metano resta lo sconto di legge su gasolio e GPL, circa il 10% del prezzo, che però si perde quando arriva la rete. E quasi una famiglia sarda su sei è già in povertà energetica: il 15,3% nel 2024 secondo l'Osservatorio italiano sulla povertà energetica, contro il 9,1% della media nazionale.
I sistemi utilizzati
Il 54,7% delle famiglie sarde utilizza come sistema principale apparecchi singoli: stufe, camini, condizionatori, contro il 15,9 per cento della media italiana. Sei su dieci hanno in casa più di un sistema e due famiglie su tre hanno un condizionatore. Il pellet ha una diffusione superiore rispetto al resto dell’Italia (il 32%). Dove non arriva la rete del gas restano le caldaie a gasolio e il GPL, in serbatoio o in bombola. Nel 2025, secondo Facile.it, le famiglie sarde hanno pagato la bolletta elettrica più cara d'Italia, 826 euro, il 12% sopra la media.
Quale conviene
A parità di calore prodotto la legna è il combustibile meno costoso e il pellet rimane molto competitivo, ma contano il rendimento della stufa e gli ambienti che si devono scaldare. Secondo l’associazione delle energie agroforestali, L’Aiel, un megawattora di energia contenuta nel combustibile costa 65 euro con la legna, 106 con il pellet, 163 con il gas naturale e 205 con il gasolio. Fra le soluzioni elettriche, una pompa di calore efficiente può essere una soluzione mentre il gasolio, soprattutto ai prezzi attuali, è fra le opzioni più onerose, insieme alla bombola gpl. C’è solo un aspetto in comune a tutti i sistemi di riscaldamento: il prezzo che continua a salire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
