La Nuova Sardegna

La tragedia

Tommy Gattu, il 14enne algherese morto mentre era in vacanza. Il dolore dei genitori: «Serve più attenzioni per i bambini fragili» – La lettera

di Nicola Nieddu
Tommy Gattu, il 14enne algherese morto mentre era in vacanza. Il dolore dei genitori: «Serve più attenzioni per i bambini fragili» – La lettera

Il messaggio di Pier Giuseppe e Marilina: «Siamo andati a svegliarlo, ma lui non c’era già più»

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Alghero È trascorso un anno dalla morte di Tommy Gattu, il ragazzino algherese di 14 anni che perse la vita lo scorso novembre mentre si trovava in vacanza in Egitto con i genitori Marilina e Pier Giuseppe. Dodici mesi dopo, il dolore per una perdita impossibile da accettare continua ad accompagnarsi a interrogativi che non hanno ancora trovato risposta. La mamma ricorda quel momento tragico: «Eravamo arrivati nella struttura ricettiva nel primo pomeriggio, così siamo andati in camera a riposare. Erano circa le ore 15. Verso le 18 sono andata a svegliare Tommy per prepararci per la cena. Ma lui non c’era già più». I genitori tornano con la memoria a quei momenti drammatici e affidano a un messaggio pubblico il loro bisogno di verità, con la speranza che quanto accaduto al figlio possa servire a evitare altre tragedie.

Tommy era un bambino con la sindrome dell'X Fragile, nota anche come sindrome di Martin-Bell, con una condizione che richiedeva particolari attenzioni, sensibilità e delicatezza. Ed è proprio sull'assistenza medica ricevuta negli anni che si concentrano le perplessità dei genitori.

«A nostro avviso, quell'attenzione è mancata. Abbiamo percepito leggerezza, fretta e superficialità dove invece serviva prendersi cura di un bambino fragile», sottolineano. Parole forti, che Marilina e Pier Giuseppe Gattu precisano di non voler trasformare in una ricerca di colpevoli. La loro richiesta è un'altra: ottenere che la storia clinica di Tommy venga riletta con attenzione, tenendo conto della sua particolare condizione, e che dall'esperienza vissuta possa nascere un percorso di assistenza più adeguato per i bambini affetti dalla stessa patologia.

«Non scriviamo queste parole per cercare colpevoli. Le scriviamo perché siamo una mamma e un babbo e non vogliamo che altri genitori di bambini speciali debbano vivere quello che abbiamo vissuto noi», spiegano. Da qui l'appello affinché vengano previsti protocolli di attenzione differenti, in cui si spieghi cosa è possibile fare e cosa invece è sconsigliato per via della fragilità». Per esempio, capire se viaggiare può avere delle controindicazioni.

A un anno dalla scomparsa intanto, Tommy continua a vivere nei ricordi dei suoi genitori attraverso i suoi occhi pieni di vita e le sue grandi passioni: i cavalli e il mare. Immagini che nessun tempo potrà cancellare. «Lo dobbiamo a Tommy», concludono Marilina e Pier Giuseppe, ringraziando tutte le persone che in questi mesi sono stati vicino: «La comunità di Alghero non ci ha mai lasciati soli, così come i nostri paesani di Pattada».

Una promessa che nasce dal dolore più grande, ma che guarda al futuro: perché la sua storia non venga dimenticata e perché nessun'altra famiglia debba affrontare una sofferenza simile senza risposte. Tommy Gattu sarà ricordato domani, lunedì 9 novembre, con una messa che sarà celebrata alle 16.30 nella cattedrale di Santa Maria. 

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