Consulenze, il record è della Sardegna

Dalla Regione 34 milioni di euro negli ultimi 6 anni, ma con le collaborazioni si arriva a 135 milioni in dieci anni: più 540%

CAGLIARI. Il governatore Ugo Cappellacci ha rinunciato all’indennità presidenziale, i consiglieri regionali hanno tagliato del 20 per cento le proprie indennità e i contributi ai gruppi, ma la spesa pubblica provocata da scelte politiche spesso discutibili se non scandalose è in costante ascesa. L’ultimo esempio in ordine di tempo in quest’Italia degli scandali è legato alle «consulenze» e alle «collaborazioni». Ebbene, leggendo i dati si scopre che – secondo le cifre del quotidiano economico ilSole24Ore – la Sardegna è al primo posto tra le Regioni italiane: qualcosa come 135 milioni di euro spesi in dieci anni, con un aumento del 540 per cento dal 2001.

Gli altri aumenti, relativi all’ultimo decennio, registrati dal quotidiano della Confindustria sono stati in Sardegna del 18,5% per gli organi istituzionali (ma non è conteggiato il taglio del 20% fatto nel 2012), del 32,5 per il personale, del 35 per gli affitti, del 67,5% per le spese correnti.

Insomma, cifre non certo da istituzione povera, come invece la Regione sarda cerca di apparire. Soprattutto per il primato sulle consulenze e le collaborazioni esterne. L’isola è al primo posto non solo per l’aumento del 540% ma anche per la cifra assoluta: con i suoi 135 milioni distanzia nettamente la seconda della graduatoria, la Valle d’Aosta (55 milioni) e soprattutto le Regioni più ricche, quali la Lombardia (24 milioni) e l’Emilia Romagna (11).

Negli ultimi sei anni (giunte Soru e Cappellacci) la Regione ha speso 34 milioni per consulenze e collaborazioni del tutto discrezionali. Quello degli incarichi esterni è un sistema molto criticato, perché assieme a progetti seri e indispensabili nasconde la clientela politica.

Nella passata legislatura la giunta Soru ha fatto grande ricorso alle chiamate esterne. Dei 34,6 milioni complessivi, ben 21,7 sono stati deliberati dal 2006 al 2008, mentre dal 2009 a maggio 2011 la giunta Cappellacci ha deciso una spesa di 12,8 milioni di euro.

Tra gli incarichi affidati dalla giunta Soru e quelli della giunta Cappellacci ci sono due differenze sostanziali. Soru aveva privilegiato le consulenze (14,5 milioni) rispetto alle collaborazioni (7,2 milioni), Cappellacci ha sinora fatto maggiore ricorso alle collaborazioni (8,6 milioni contro i 4,2 per le consulenze). Questo spiega, almeno in parte, la differenza tra gli importi. Nelle consulenze, più onerose, rientrano ad esempio i finanziamenti alle Università per studi e ricerche (in alcuni casi anche per 300 mila euro) e la chiamata di studiosi e progettisti (ad esempio per l'elaborazione del Piano paesaggistico regionale.

La Corte dei conti, nell’ultimo controllo sul 2011, ha rilevato una profonda anomalia. Il plafond di spesa (un milione e 558 mila euro) per i contratti a tempo determinato e gli incarichi vari è stato nettamente superato: alla fine è stato di 5 milioni e 280 mila euro.

La Regione è stata trovata in regola sulla gestione del personale: le disposizioni di risparmio impartite dalla giunta – ha rilevato la Corte – sono state rispettate all’interno della Regione, tanto che la spesa per i dipendenti è diminuita. Non è successo altrettanto nella gestione degli Enti, cui «non è stato rivolto alcun indirizzo di riduzione della spesa».

La fase più acuta della crisi economica dovrebbe imporre alla Regione una inversione di marcia. Anche perché lo Stato è molto vigile sui propri trasferimenti. Si andrà quindi verso l’eliminazione degli sprechi? C’è chi è pessimista, perché di solito quando si avvicinano le elezioni chi governa non pensa a risparmiare.

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