Diserbanti nelle cunette, ambientalisti mobilitati

Decine di segnalazioni alle associazioni dopo l’appello del naturalista Mirko Piras Anche gli ambienti accademici e gli apicoltori contro l’utilizzo del “glyphosate”

SASSARI. Mirko Piras, il giovane naturalista di Nulvi, non è più solo nella sua battaglia contro i diserbanti utilizzati lungo le cunette delle strade e lungo i binari. Il suo appello infatti è stato recepito ed apprezzato dalle associazioni ambientaliste come il Gruppo di Intervento Giuridico, la Lipu e il Wwf che, grazie anche alla diffusione sul web dei risultati del suo studio, stanno ricevendo sollecitazioni da molte parti perché si faccia qualcosa per impedire questo lento e inesorabile disastro.

La foto della pecora che tristemente bruca l’erba ingiallita dal glyphosate ha fatto il giro del web suscitando l’indignazione di tanta gente. «Come al solito subiamo queste decisioni senza poter far niente - si rammarica Mirko Piras -. Eppure è sufficiente leggere la scheda di sicurezza di un erbicida contenente questo principio attivo (nella quale si citano i rischi di lesioni oculari, mentre non si accenna agli altri danni alla salute, perché si dà per scontato che chi utilizza il prodotto si protegga in modo adeguato) dove si evidenzia come sia tossico per gli organismi acquatici e si sconsiglia l’utilizzo in prossimità dei canali di scolo».

«Non è improbabile che, poco dopo l’irrorazione, le persone utilizzino la strada per attività all’aria aperta e che raccolgano erbe spontanee o lumache nelle zone vicine – prosegue Piras – visto che dal momento in cui il diserbante viene utilizzato a quello in cui le piante ingialliscono intercorrono diversi giorni. C’è il rischio che queste persone si intossichino inconsapevolmente».

Perché far correre questo rischio alla gente? Lo stesso capita agli animali che durante gli spostamenti brucano l’erba, intossicandosi e riportando problemi difficilmente individuabili. E quando il diserbo chimico viene eseguito lungo i tratti della linea ferroviaria che attraversano i centri urbani (vedi la Palau-Sassari) in zone frequentate dai bambini? E chi pratica l’agricoltura biologica o l’apicoltura?

In merito ai rischi che corrono le api con l’utilizzo del glyphosate è intervenuto anche Pietro Luciano, preside del Dipartimento di Agraria, ed alcuni apicoltori giustamente preoccupati. Inoltre , in assenza di radici, le scarpate che sovrastano le cunette rischiano di franare sulla strada. «Peccato ci sia un rifiuto, da parte di chi decide che questa pratica sia idonea e di chi, a livello politico, la accetta, a comprendere che i caratteri propri di ogni paesaggio sono la diversità, la connettività e l’eterogeneità e che alla base della funzionalità degli ecosistemi che lo costituiscono ci sono le interazioni - afferma Piras –. Bisogna comprendere che ogni intervento su questi si riflette su tutte le sue componenti, compresi gli esseri umani. È un paradosso che splendide specie come le orchidee, un tempo abbondanti lungo le cunette, pur godendo di diversi livelli di protezione (ne è vietata la raccolta), sembrano non godere di quella dal dissecamento tramite erbicidi». «È un vero peccato non comprendere l’importanza che queste “strisce verdi” rivestono per la nostra salute – conclude il giovane naturalista –. Sembra quasi che le piante che vegetano lungo le cunette non meritino di esistere, siano fastidiose e che noi non meritiamo la “compagnia” di un paesaggio ameno durante gli spostamenti in auto.

Alcuni comuni si sono attivati, come Sedilo e Neoneli, per vietare questa pratica all’interno dei loro territori e gli altri cosa aspettano? E noi cittadini, cosa aspettiamo a farci sentire?».

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