Sini: ma se l’iscrizione non sarà più obbligatoria è la fine
SASSARI. All’ottimismo suggerito dai dati relativamente positivi emersi durante l’analisi del report predisposto dagli uffici camerali, hanno fatto da contraltare le preoccupazioni suscitate dal...
SASSARI. All’ottimismo suggerito dai dati relativamente positivi emersi durante l’analisi del report predisposto dagli uffici camerali, hanno fatto da contraltare le preoccupazioni suscitate dal recente disegno di legge con cui il governo centrale vorrebbe eliminare l’obbligo per le imprese di iscriversi alla Camera di commercio.
Il presidente Gavino Sini, in apertura di seduta, ha evidenziato una serie di ricadute negative sul territorio qualora, così come sembra, il provvedimento dovesse andare in porto. «Sono molto preoccupato – ha tagliato corto – perché per le Camere di commercio significherebbe la morte e per il territorio la perdita di un presidio importante che offre alle imprese assistenza tecnica, formazione e informazione a fronte di un versamento che non incide minimamente sul bilancio della singola azienda». Attualmente l’iscrizione è obbligatoria e i titolari delle aziende, per essere iscritti, versano all’ente camerale di via Roma un centinaio di euro l’anno «che di per sé rappresenta una quota minima – prosegue Sini – ma moltiplicato per il numero delle aziende operanti sul territorio determina un budget significativo da cui la Camera trae sostentamento per organizzare e portare avanti una capillare attività di assistenza tecnica, formazione e promozione del territorio». Non solo: le camere di commercio, come è noto, svolgono anche un’importante funzione di monitoraggio costante della realtà produttiva attraverso la redazione di report periodici come quello presentato ieri a margine della conclusione del percorso di assistenza tecnica. «La preoccupazione – ha concluso il presidente – è motivata dal fatto che un provvedimento analogo era già stato adottato in Spagna alcuni anni fa e determinò la graduale chiusura delle omologhe strutture spagnole». (a.me.)