Uneddu: «Mi sento perseguitato»
L’ex consigliere comunale attacca l’Ordine degli ingegneri dopo la sospensione per le vicende del Puc
SASSARI. «Sono convinto che il Consiglio dell’Ordine degli ingegneri abbia esercitato nei miei confronti un’azione persecutoria, intimidatoria e, in ogni caso, abusiva sotto gli aspetti sia formale che sostanziale, per questo ho denunciato l’Ordine alla Procura».
Giampiero Uneddu, ingegnere, ex consigliere comunale Pdl, sospeso per tre mesi dall’esercizio della professione in seguito a un provvedimento disciplinare dell’Ordine degli ingegneri di Sassari, con cui gli viene contestata la violazione del codice deontologico, si sente nel mirino. E non da solo. A suo dire il consiglio dell’Ordine starebbe perseguitando anche suo figlio Elia, anche lui ingegnere, con controlli e verifiche che si trascinano da otto anni nel mistero più fitto, senza che gli interessati siano messi al corrente delle azioni intraprese nei loro confronti. «Dal punto di vista sostanziale è evidente la natura contradditoria e strumentale del provvedimento», spiega Uneddu, «da una parte mi si accusa di aver firmato il Puc di Sassari non essendone progettista, dall’altra di avere divulgato notizie sul Piano stesso, essendone progettista».
I fatti contestati a Uneddu riguardano un procedimento penale in corso al Tribunale di Sassari relativamente all’affaire Puc-Tanit. «In quel procedimento sono l’unico a essere stato prima prosciolto, in sede di indagini preliminari, dall’accusa di abuso di ufficio per assenza di responsabilità progettuale del Puc, poi assolto in sede di rito abbreviato» precisa l’ex consigliere comunale. «È del tutto probabile che io possa essere convocato in qualità di testimone nella prosecuzione del processo, per questo fatto presente al Consiglio dell’Ordine, quando sono stato convocato nel dicembre 2012, che sarebbe stato opportuno non discutere in quella sede di questi fatti, ma attendere la definizione del processo penale. E d’altronde lo stesso Consiglio si dimostrò d’accordo e manifestò la propensione a sospendere il giudizio», continua Uneddu. «Mi preme sottolineare che anche mio figlio nel 2006 è stato sottoposto ad accertamento da parte dell’Ordine per avere svolto attività professionale di progettazione a favore di privati, pur essendo un mio collaboratore. Nel marzo dello stesso anno mio figlio presentò un autorevole parere legale in difesa alle contestazioni, e solo sei anni dopo, il 28 marzo 2012, è stato convocato dal Consiglio per essere sentito sui fatti. A oggi non è dato sapere nulla sull’esito di quegli accertamenti».