«La Regione mantenga gli impegni con Chilivani»
Proteste dopo l’annullamento della giornata di corse prevista per il 17 maggio Ennio Mulas: «Il comparto si unisca con l’obiettivo di salvare l’ippodromo»
OZIERI. Non sono mancate proteste e polemiche dopo la notizia dell’annullamento della giornata di corse prevista per sabato 17 maggio nell’ippodromo di Chilivani, visto come esempio del trend che ogni anno vede calare progressivamente il numero delle riunioni in Sardegna. Un trend al quale lo scorso anno la Regione aveva tentato di porre rimedio finanziando i montepremi di sette giornate aggiuntive, ma anche altri 3 milioni di euro da spalmare tra il 2014 e 2016 che però ora sembrano scomparsi nel nulla. A questi fa riferimento Ennio Mulas della Società Ippica di Sassari, che in una nota sollecita la Regione a mantenere gli impegni presi (dalla precedente giunta, ndc) e rivolge un appello al Comune di Ozieri, invitando il sindaco e la maggioranza «a convocare quanto prima la Consulta dell’Ippica ozierese, che riunisce allevatori, fantini e proprietari di cavalli, coinvolgendo i Comuni e le Società di corse di Sassari e Villacidro, che avendo le stesse difficoltà mi hanno personalmente espresso la loro volontà di unirsi a Ozieri. È indispensabile unire le forze - aggiunge - per chiedere alla Regione di rispettare gli impegni presi con l’ippica meno di un anno fa nonché l’attivazione di un tavolo permanente per creare una visione regionale del comparto. Va fatto subito - aggiunge Mulas - perché nel 2014 saranno destinate su varie misure le risorse europee relative al periodo 2014-2020, e tra esse non potranno mancare ippica e ippodromi, fondamentali per la promozione turistica dell’isola e per la valorizzazione del comparto».
L’invito a unire le forze arriva anche dal presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Anglo Arabo e Derivati, che a sua volta richiama quanto fatto dalla precedente giunta regionale, comprese le azioni volte a creare la cosiddetta Filiera del Cavallo, affermando la necessità di «una regia che consenta di uscire da una situazione a compartimenti stagni, permettendo finalmente al Dipartimento di Ricerca per l’Incremento Ippico Agris di svolgere le sue specifiche funzioni con adeguate risorse e strumenti, con l’obiettivo di contribuire a costruire un futuro degno di quel glorioso passato del cavallo nell’isola e del quale l’anglo arabo sardo è ancora un’icona vivente, seppure in grave pericolo d’estinzione visto il calo delle nascite».
Fondamentale per invertire il trend negativo, Cossu ne è convinto, è «portare positivamente a termine la vertenza con il Ministero per l’assegnazione della gestione del Libro Genealogico dell’anglo arabo all’associazione nazionale di razza, in ossequio alla legge». «La nostra speranza - dice il presidente Anacaad - è quella di una Sardegna innamorata ancora del suo cavallo, che sappia confrontarsi con gli altri e trovare l’unità d’intenti necessaria per valorizzare le proprie peculiarità. Sappiamo però che i nostri maggiori problemi sono nel fare squadra, facendo prevalere troppo spesso l’individualismo di gruppo o peggio strettamente personale. Riteniamo fondamentali anche nuove forme di cooperazione fra pubblico e privato. Noi, che da sempre abbiamo basato le nostre azioni sulla trasparenza dei ruoli e delle posizioni - conclude -, chiediamo un sollecito riscontro e ci rendiamo disponibili per una, cortesemente celere, riunione esplicativa».
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