La Nuova Sardegna

Sassari

Due autisti e otto operai assunti da Sacoop

I lavoratori ex Seratin erano in cassa integrazione. L’accordo firmato da aziende e parti sociali

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PORTO TORRES. La Sacoop, capofila dell’associazione temporanea d’impresa che si occupa delle pulizie industriali nella centrale di Fiume Santo, ha tenuto fede agli impegni del verbale d’accordo assumendo a tempo indeterminato due autisti e per due mesi otto operai che facevano parte della Seratin. L’accordo firmato da aziende e parti sociali nell’ufficio Mediazione dei conflitti di lavoro della Provincia è stato dunque portato avanti, mentre gli altri lavoratori Seratin in cassa integrazione in deroga restati fuori da questa prima fase verranno chiamati progressivamente rispetto alle necessità lavorative che si presenteranno nel tempo. L’elenco degli operai è stato stilato sulla base della richiesta della ditta Sacoop, con impegno alla presentazione dei documenti di tutte le notizie che attestino le caratteristiche di priorità previste nel verbale. Ossia qualifica professionale a seconda delle esigenze delle lavorazioni, anzianità professionale e carico familiare. Il fatto di ritornare al lavoro con regolare remunerazione a fine mese rappresenta un fatto importante per operai che non percepivano stipendio da alcuni mesi, ora spetta unicamente a loro dimostrare professionalità nelle mansioni che svolgono in modo da poter proseguire il percorso lavorativo. Un primo obiettivo raggiunto da politica e sigle sindacali (i segretari generali Sandro Marcellino per la Fisascat-Cisl e Sebastiano Crosa per la Filcams_Cgil) è stato il raggiungimento della cassa integrazione per tutto il 2014, con buona volontà pure da parte della Sacoop in merito all’assunzione degli operai.

Peccato che la situazione all’interno della centrale non sia delle più rosee in quanto a livelli occupazionali, e la mancata applicazione degli accordi sulla costruzione del quinto gruppo sta creando un effetto domino che si sta ripercuotendo sulla forza lavoro, preoccupata dallo strano silenzio della politica locale e regionale. (g.m.)

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