Ici, E.On presenta un ricorso
Mentre Eni intende pagare, la multinazionale tedesca si è rivolta alla commissione tributaria
PORTO TORRES. La multinazionale E.On ha impugnato l’avviso di accertamento Ici per recupero crediti notificato dal Comune, per un importo di 207 mila euro all’anno (dal 2007 al 2011), presentando ricorso alla commissione tributaria per ottenerne l’integrale annullamento con sospensione dell’efficacia del provvedimento. Un provvedimento che riguardava anche la Syndial, per crediti Ici di 460mila euro dovuti sempre dal 2007 al 2011, che a differenza dell’azienda proprietaria della centrale di Fiume Santo ha invece dato disponibilità di accertamento con adesione alla quota stabilita dagli uffici dell’amministrazione comunale godendo per questo della riduzione di un terzo della somma.
La giunta aveva approvato qualche mese fa gli indirizzi per le attività di lotta all’evasione fiscale e tariffaria, e per recupero crediti relativi a immobili, opifici, impianti industriali presenti nel territorio comunale. Un’azione per migliorare i risultati del recupero delle entrate, potenziando i processi di coordinamento e di controllo, e garantire oltretutto un controllo completo di tutte le posizioni soggette a tributo Imu, Icp, Cosap e Tares.
La costruzione che riguarda E.On è il carbondotto che collega il porto industriale alla centrale elettrica, ovvero parte di struttura che rientra nel territorio comunale e quindi soggetto alla tassazione come prevede la legge. L’opposizione inoltrata dalla multinazionale conferma ancora una volta la distanza dei vertici societari tedeschi con il territorio, la voglia di non tenere assolutamente conto degli accordi tra politica e parti sociali sugli investimenti relativi al quinto gruppo. In un momento dove il rapporto tra posti di lavoro in organico e ricavi economici dell’industria è inversamente proporzionale, con E.On che incrementa i guadagni a fronte di licenziamenti e mobilità, i tributi richiesti dall’amministrazione diventano importanti per programmare interventi a trecentosessanta gradi sulla viabilità cittadina e non solo. I denari faranno infatti parte delle spese correnti, e mai come in questo momento rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per le asfittiche casse comunali. Fa specie però che dal 1993 al 2007 il Comune non abbia mai chiesto alle industrie di pagare quote Ici, lasciando cadere in prescrizione denari che potevano essere utili a soddisfare le reali esigenza della comunità. Allo stato attuale i tagli statali hanno cancellato otto milioni di euro di risorse per l’ente locale, ecco perché diventa importante cercare di mettere in campo tutte quelle azioni che portino a recuperare il credito dovuto per l’attività svolta all’interno del territorio comunale. L’azione di recupero crediti portata avanti dalla struttura dell’ufficio Tributi non si fermerà solo a quegli anni, ma sono previsti ulteriori avvisi di accertamento relativi alle annualità dal 2008 al 2013 che dovrebbero ammontare a un paio di milioni di euro. Una proposta dell’esecutivo mirava a sottoporre a tassazione pure tutti gli immobili esistenti sul Parco nazionale dell’Asinara, sia quelli del demanio regionale sia quelli nella disponibilità dei ministeri e degli altri enti pubblici, in quanto l’isola rappresenta da sempre l’altra metà del territorio comunale. Una proprietà da ricordare sempre e comunque, esigendo quanto dovuto per legge da chi detiene l’immobile all’Asinara.
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