Botte ai genitori per soldi, due condanne
Cinque anni e otto mesi a una coppia accusata di tentata rapina, maltrattamenti e lesioni
SASSARI. La rapina è stata derubricata in tentata rapina e sono cadute anche le aggravanti. Per questo una coppia di sassaresi – Igor Pulina di 33 anni e Annamaria Merella di 27 – sono stati condannati rispettivamente a tre anni e 4 mesi e a due anni e 4 mesi rispetto ai sei chiesti dal pubblico ministero per Pulina e ai 4 anni e sei mesi per la fidanzata. La vicenda risale allo scorso febbraio e le vittime del tentativo di rapina erano i genitori della donna.
«Se vuoi che ti restituisca la carta bancomat devi darmi soldi». Così si erano rivolti ai due anziani che però non avevano contanti con sè e se pure li avessero avuti non li avrebbero dati a quella figlia e a quel genero che da tempo stavano rendendo loro la vita impossibile. Il 27 febbraio l’ennesima aggressione: calci nel basso ventre all’anziana, botte anche al marito. Esausti, disperati, impauriti avevano chiamato la polizia. Le volanti erano arrivate sul posto, in via Vespucci, e avevano arrestato i due fidanzati, entrambi con precedenti penali alle spalle, con le pesanti accuse di rapina impropria, maltrattamenti in famiglia, resistenza e lesioni. I poliziotti avevano ascoltato il racconto drammatico dei due coniugi che avevano spiegato agli agenti quello che era successo: dopo l’ennesima richiesta di denaro e il rifiuto da parte degli anziani, Pulina aveva reagito a maleparole e poi si sarebbe impossessato della carta bancomat che si trovava all’interno del portafogli del suocero. Come sono abituate a fare quasi tutte le persone anziane, anche lui teneva insieme alla carta un foglietto dove aveva annotato il codice Pin. Facilissimo, a quel punto, prelevare i contanti da un qualsiasi sportello bancomat. Prima di allontanarsi dall’appartamento con la Merella, il 33enne aveva colpito l’anziano con un calcio all’inguine. Ma la fuga era durata ben poco considerato che nel frattempo la carta era stata bloccata proprio per evitare il prelievo. Cosa che non era piaciuta alla giovane coppia: i due, accecati dalla rabbia, erano tornati a casa dei due coniugi minacciandoli: «Se rivolete indietro la carta dateci i soldi». Rifiuto e via ancora altre botte. Gli investigatori avevano accertato che da mesi la convivenza dei genitori con la propria figlia era diventata insostenibile.
Ieri i due imputati, assistiti dall’avvocato Marco Palmieri, sono comparsi davanti al giudice Grotteria. La rapina è stata derubricata in tentata rapina perché non si erano impossessati del denaro. (na.co.)
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