Attenti a questi elementi e scoprite se il rendimento è adeguato

Nel 1998 ho acquistato 10 buoni fruttiferi ventennali del valore di lire 5 milioni. L’impiegato delle poste mi ha calcolato ogni buono ad euro 5312,00. Secondo lei può essere giusto? Quando ci...

Nel 1998 ho acquistato 10 buoni fruttiferi ventennali del valore di lire 5 milioni. L’impiegato delle poste mi ha calcolato ogni buono ad euro 5312,00. Secondo lei può essere giusto?

Quando ci occupammo del problema dei buoni fruttiferi postali su questa rubrica, auspicavamo la presenza di quel “giudice a Berlino”, simbolo della tutela dei cittadini dinanzi al potere dello Stato, in quel caso troppo invasivo.

Nel caso rappresentato non è possibile compiere un giudizio di conformità dell’importo indicato rispetto a quello, verosimilmente, corretto in quanto è necessario sapere la serie del buono fruttifero postale nonché quanto riportato sul titolo posseduto. Tuttavia è opportuno ricordare quanto la Cassazione ha affermato, formando solido orientamento nella giurisprudenza. Secondo la Suprema Corte, la rilevanza delle diciture riportate sui buoni non può essere svalutata perché altrimenti si pregiudicherebbe l’affidamento del contraente, il quale non poteva conoscere, al momento della sottoscrizione, eventuali condizioni diverse rispetto a quelle stampigliate sul buono. È opportuno indicare gli elementi necessari per verificare la correttezza della somma esigibile dalle Poste: la serie del buono fruttifero; le condizioni ivi stampigliate, la data e il tempo trascorso. Sulla base di questi elementi potrà effettuarsi un calcolo considerando, pur sempre, le modiche che la materia ha subito nel tempo.(Avv. Giuseppe Bassu)

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