«C’è un regolamento, ma manca la legge»

Il sindaco non può far leva sulle direttive comunali contro la ludopatia in assenza di norme regionali

SASSARI. Era inevitabile che l’imminente apertura della mega sala slot di via Vardabasso facesse scoppiare un caso politico in città. Dietro quest’investimento c’è il marchio di una fetta del Pd, lo stesso partito che dal 2014 propone e approva mozioni contro la ludopatia, che poi trasforma in regolamenti ancora evanescenti. A gestire la Winner 21 sarà una cooperativa e tra i titolari figurano i figli del consigliere comunale e più volte assessore Stefano Perrone, e dell’ex consigliere comunale Pd Pieluigi Salis. Quindi il Partito democratico, inevitabilmente si trova in imbarazzo. Perché è vero che è un busines del tutto lecito, ma si nutre del disagio sociale e quasi sempre lo moltiplica. La politica dovrebbe avere dei parametri etici molto rigidi, sempre tarati sul benessere sociale, e mai sul profitto.

«Io non vedo alcuna contraddizione in seno al Pd – dice il sindaco Nicola Sanna – Innanzitutto siamo di fronte a una iniziativa privata dove il nome di Stefano Perrone formalmente non figura da nessuna parte. Inoltre il partito è determinato e andrà avanti nella sua battaglia contro la ludopatia. Purtroppo da un punto di vista legale siamo disarmati e dobbiamo autorizzare le aperture che lo Stato prevede. È vero, il nostro regolamento prescrive delle distanze dai luoghi sensibili come scuole, chiese e ospedali, e via Vardabasso è vicinissimo al Conti. Ma senza una legge regionale che ci supporti, il nostro regolamento è impugnabile. Ciò che l’amministrazione può fare è invece la campagna di sensibilizzazione e la collaborazione con il Serd. Quanto alla nuova sala non credo che tolga e aggiunga niente a una situazione già compromessa da anni. I buoi sono già scappati». Anche il consigliere comunale del Pd Simone Campus, che è stato uno dei primi a sollevare il tema della ludopatia, non vuole criminalizzare nessuno. Dice: «La Sardegna è una delle poche Regioni che ancora non si è dotata di una legge sul tema. Bisogna fare in modo che i comuni possano agire sulle possibili limitazioni al fenomeno: come gli orari di chiusura, le distanze, e gli sgravi fiscali». E in questa direzione si muove propria la proposta di legge regionale depositata dal consigliere del Pd Salvatore Demontis. Una normativa specifica per arginare il fenomeno delle dipendenze da gioco. (lu.so.)

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