Prostituzione a Sassari, spettacoli lesbo per clienti esigenti e ricchi
Sfruttamento della prostituzione, nell’ordinanza del gip i dettagli dell’inchiesta. Nell’organizzazione un sassarese «braccio violento per intimorire le ragazze»
SASSARI. Il gip Michele Contini, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha consentito due giorni fa di arrestare cinque persone (due in carcere e tre ai domiciliari) e denunciarne altre sei per sfruttamento della prostituzione, non esita a definire Ugo Poggi (sassarese di 53 anni) come «il braccio violento, qualora serva intimorire le ragazze che lavorano per l’organizzazione».
E “intimorirle”, evidentemente, era necessario nel momento in cui alcune di loro decidevano di ribellarsi. Perché ad Alghero e a Sassari c’erano arrivate immaginando una vita differente. «Ugo, non mi sento bene... – scrive una di loro a Poggi in un sms – e le cose sono diverse da come mi avevi detto...non mi piace...quando scendi domani mi riporti a casa...».
Attraverso le intercettazioni dei carabinieri è stato possibile ricostruire il modus operandi dell’organizzazione che “accoglieva” a Sassari e Algherio ragazze, ragazzi e trans che venivano sistemati in cinque appartamenti dislocati tra il capoluogo e la città catalana. Dovevano soddisfare clienti di ogni estrazione sociale, professionisti o artigiani. Esigenti o facilmente accontentabili.
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A capo del sodalizio c’era l’ungherese Edina Meszaros Ildigo, moglie di Poggi: entrambi sono finiti in carcere. Le centraliniste erano invece Deborah Oneddu, 22 anni, di Porto Torres, e Alessandra Deriu, 32enne di Decimomannu (entrambe ai domiciliari) che avevano il compito di «rispondere alle telefonate dei clienti delle ragazze che non parlavano italiano – spiega il gip – Percepivano 5 euro per ogni prestazione andata a buon fine». Le centraliniste «utilizzavano linguaggi in codice come “lato B”, “piogge dorate” e “regalino” al posto di pagamento della prestazione, coperto o scoperto per indicare protezioni con preservativi». La struttura organizzativa, della quale faceva parte anche il quinto arrestato (ai domiciliari) Marco Carboni, sassarese di 29 anni, si occupava anche di organizzare spettacoli per clienti esigenti con lesbo, coppie e partecipazione di uomini». Pensavano anche «all’accompagnamento delle prostitute con mezzi dell’organizzazione nelle abitazioni/hotel dei clienti». Il tariffario prevedeva 70 euro per un rapporto normale, 150 completo senza orario, senza protezione ecc.
Ma a un certo punto hanno scelto di ribellarsi anche perché in alcuni casi non avevano nemmeno l’acqua calda in casa: «Le ragazze sono arrabbiate – l’sms che riceve sempre Poggi – non c’è acqua calda e non funziona il riscaldamento». Domani in carcere l’interrogatorio di Poggi e Meszaros, assistiti dagli avvocati Salvatore Galleri e Claudio Mastandrea.
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