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cronaca

Ritorna il Logudoro nell’assemblea Anci

I sindaci di Nughedu e Ardara: «Chiederemo attenzione per i piccoli Comuni su sanità, fondi e scuole»


02 febbraio 2017


NUGHEDU SAN NICOLO’. Una rappresentanza del Logudoro nel nuovo consiglio direttivo dell’Anci Sardegna, eletto nei giorni scorsi dai sindaci sardi. Tra i consiglieri sono presenti anche il sindaco di Ardara Francesco Dui e il primo cittadino di Nughedu San Nicolò Michele Carboni, rappresentanti di due piccoli comuni - di circa 800 abitanti ciascuno - e soprattutto espressione di un territorio, come quello del Logudoro, che da troppo tempo non ha un suo rappresentante tra le alte cariche regionali e nazionali.

Una grande soddisfazione, quindi, sia per i cittadini di Nughedu e Ardara ma anche per quelli degli altri paesi che compongono l’Unione del Logudoro, un territorio emblematico che condivide tutte le problematiche e le istanze delle aree interne della Sardegna. A cominciare dal pericolo spopolamento, che per esempio vede Nughedu San Nicolò inserito nell’elenco dei paesi a rischio scomparsa, per proseguire con i problemi del tagli ai Servizi (uffici e scuole che chiudono, servizi essenziali che mancano, una viabilità a dir poco disastrosa che contribuisce ad acuire l’isolamento già cronico). A due giorni dall’elezione, e senza entrare nel merito delle polemiche che l’hanno preceduta e seguita, Michele Carboni e Francesco Dui hanno già le idee chiare su quali saranno le istanze che porteranno avanti all’interno dell’assemblea dell’associazione dei comuni sardi. Temi importanti, li definiscono, riguardanti la gestione della macchina amministrativa e il rapporto con la Regione e in particolare con l’assessorato agli Enti Locali che da tempo sta mettendo mano alla riforma delle aggregazioni territoriali.

«Porteremo all’attenzione dell’assemblea dell’Anci - dicono Dui e Carboni - le istanze del nostro territorio, che sono comuni a quelle di tanti piccoli paesi ma che hanno ovviamente delle peculiarità proprie. Come quella della Sanità, che ha il suo emblema nella questione della “crisi” dell’ospedale di Ozieri, e degli altri tagli che vengono compiuti troppo spesso solo base di meri calcoli numerici che non tengono conto delle specificità e delle esigenze del territorio. Ci faremo portavoce della richiesta di maggiori spazi finanziari per i Comuni, della necessità di maggiore sicurezza, delle problematiche inerenti le chiusure di scuole e uffici, dei disagi legati alla viabilità scadente e ai trasporti non efficienti, senza dimenticare le vertenze del comparto agro-zootecnico».

Temi “caldi” che finalmente saranno dibattuti in un’assemblea di carattere regionale. (b.m.)

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