La Nuova Sardegna

Sassari

Recuperato il corpo del sub scomparso

di Gianni Bazzoni
Recuperato il corpo del sub scomparso

Gian Franco Sabino era su un fondale di 17 metri a poca distanza da dove era stato individuato il pallone di segnalazione

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SASSARI. Il mare non si tiene niente, si prende solo un po’ di tempo ma non è padrone di nulla. I vecchi pescatori lo ripetono sempre. Lo sapevano anche i tanti volontari, gli amici e i sommozzatori dei vigili del fuoco che per giorni hanno cercato sott’acqua all’Argentiera Gian Franco Sabino, 44 anni, il geometra sassarese appassionato di pesca subacquea scomparso da sabato sera. E ieri pomeriggio, il cadavere dell’uomo è stato trovato a 150 metri dal punto in cui era stato recuperato il suo pallone di segnalazione. Il sub era su un fondale di 17 metri, lì dove forse aveva fatto la posta a qualche preda, in un tratto che conosceva molto bene. A segnalare la presenza di quel corpo senza vita è stato un amico del professionista: Giuseppe Piras, caporalmaggiore scelto della Brigata Sassari. Si era preso qualche giorno di licenza per andare a dare una mano anche lui, con il cuore in gola perché ormai - come tanti - aveva perso le speranza di trovare Gian Franco in vita.

Subito dopo la segnalazione è calato il silenzio nel tratto di mare dell’Argentiera dove erano impegnati nelle ricerche volontari, vigili del fuoco, marinai della guardia costiera, carabinieri e guardia di finanza.

Sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco a riportare in superficie il corpo di Gian Franco Sabino, poi su disposizione del magistrato che segue la vicenda il cadavere è stato sistemato sulla motovedetta della guardia costiera e trasferito al porto di Alghero e successivamente all’istituto di Patologia forense di Sassari per la perizia medico-legale.

Dolore e disperazione di familiari e amici, ma anche di quanti da domenica fino a ieri pomeriggio hanno partecipato alle ricerche del sub inghiottito dal mare dell’Argentiera.

Gian Franco Sabino aveva una passione straordinaria per il mare: sub molto esperto, attento alla sicurezza, in acqua ci andava quasi tutto l’anno. E ci scherzava con quel mondo che rappresentava una parte fondamentale della sua vita. Sui social aveva quasi più foto in mare che a terra, e con gli amici commentava divertito. «Devi camminarci sopra se vuoi essere qualcuno», gli aveva scritto di recente un amico sotto una sua immagine a pelo d’acqua. E lui aveva risposto a tono: «Mi sto allenando per quello...».

Il mare come risorsa, come compagnia, come confronto, forse anche come sfida. E ancora: «Il mare è la nostra medicina...». É vero, è esattamente così. Chi ama il mare lo vive intensamente sino alla fine, senza fermarsi mai. Gian Franco Sabino di professione faceva il geometra, studio professionale in via dei Mille, esperto di pratiche catastali, faceva avanti e indietro per la città. Tanti interessi, ma una passione su tutte: il mare e la pesca. Una attività diventata sempre più impegnativa, arricchita con i segreti e le trovate che solo il tempo e una preparazione quasi maniacale ti possono dare.

Sabato Gian Franco era andato all’Argentiera - teatro naturale di tanti pescatori - per una battuta. Non era un solitario - condivideva la sua passione con gli amici - ma ogni tanto ci sta che chi fa quel tipo di pesca scelga di andare da solo. La station wagon parcheggiata davanti alla spiaggia “la frana”, il telefonino lasciato dentro. La preparazione, l’immersione alla ricerca della tana giusta, del momento che inizia e non sai mai quando finisce nella pesca dell’aspetto. Perché vuoi sempre allungare di qualche secondo, cerchi di tendere il filo di quella sfida tra te e la preda dentro il mare che quasi sembra giocare. Gian Franco ha avuto un malore, forse una sincope, ma sarà il medico legale a dire che cosa è successo sabato. Non è più risalito. Il suo pallone è rimasto a 150 metri. La compagna ha provato a contattarlo senza risposta, quindi ha dato l’allarme. I carabinieri della compagnia di Porto Torres hanno localizzato il telefonino di Gian Franco Sabino all’Argentiera, dentro l’auto. Le prime ricerche, la speranza sempre più debole. E ieri il ritrovamento dell’uomo, addormentato nel suo mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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