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Sassari

 

Il sindaco Sanna: «Rio Calamasciu, una bomba che va disinnescata al più presto»

di Giovanni Bua
Il sindaco Sanna: «Rio Calamasciu, una bomba che va disinnescata al più presto»

Sassari, il corso d'acqua è una bomba che scorre tombata sotto tutta la zona industriale

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SASSARI. Una bomba che scorre tombata sotto tutta la zona industriale. Gonfiata dalle acque che filtrano dell’esterno delle stesse attività commerciali che ogni volta che arriva la pioggia rischiano di finire inondate. Oltre duecento palazzine segnalate dalla polizia locale perché pericolose, con solo 88 proprietari che le hanno messe in sicurezza. E un sistema di scoli, caditoie e reti duali (quelle, obbligatorie da una decina d’anni, che devono dividere le acque bianche dagli scarichi fognari) che averebbe bisogno di ingenti stanziamenti per essere rimesso in piedi.

A mollo. Risultato: ogni volta che l’acqua cade un po’ più forte del solito Sassari finisce a mollo, tra traffico in tilt, negozi chiusi, crolli e incidenti. E il rischio concreto che qualcuno, come è successo venerdì, finisca per farsi male.

Il sindaco. E proprio partendo dalla studentessa di 26 anni ferita per il crollo di un cornicione in corso Angioy si dipanano le rassicurazioni e la rabbia di Nicola Sanna. Perché lui è il primo a sapere che non può bastare una mezza giornata di pioggia a mettere in ginocchio una città. Ma «competenze e responsabilità, come spesso accade, si mischiano in maniera difficilmente districabile. E gli interventi si bloccano nelle secche della burocrazia».

Cornicioni. «Un pensiero per Valentina Uleri – spiega Nicola Sanna –. Ci ha molto colpito. E la sicurezza, soprattutto delle vecchie palazzine del centro storico, è un tema prioritario Abbiamo fatto una dura ordinanza antidegrado. Le segnalazioni della polizia locale sono state 266. Oltre settanta proprietari in 86 palazzine hanno comunicato l’inizio lavori, e non ci fermeremo».

Rio Calamasciu. Un problema antico, almeno quanto quello del rio Calamasciu, il fiumiciattolo che da 30 anni scorre tombato sotto la zona industriale. «Il Comune – spiega Nicola Sanna – ha impiegato oltre un milione di proprie risorse per importanti opere di mitigazione del rischio. Il torrente è stato tombato dal Consorzio Zona industriale regionale Predda Niedda negli anni ’80. La competenza, dunque, è della Zir. Ma siamo comunque intervenuti. E abbiamo coinvolto la Regione per un progetto finalmente definitivo».

Stombare. Il presidente Pigliaru, nominato dal ministero dell’Ambiente commissario straordinario all’emergenza idrogeologica, ha stanziato 1 milione e 900 mila euro per “stombare” il Calamasciu. «Ma le risorse sono bloccate al Ministero, che deve approvare il piano degli interventi», spiega Sanna, che giovedì ha spedito una lettera a Cagliari e a Roma sollecitando il trasferimento delle risorse. Ci sono poi i soldi stanziati a favore delle Ferrovie: 5 milioni per un progetto che, come chiesto dall’amministrazione, consenta la rettifica del tracciato del rio che sbocca proprio a ridosso della linea per Cagliari.

Caditoie. Ma a finire in affanno è tutto il sistema di smaltimento dell’acqua cittadino, che ad ogni pioggia va, negli stessi storici punti, regolarmente in tilt «Il problema – spiega il sindaco – è che le caditoie in molte zone sono sottodimensionate rispetto al successivo sviluppo urbanistico, e spesso mal posizionate. Ci sono importanti interventi da fare per l’allargamento dei canali e per la messa opera delle reti duali, che necessitano importanti stanziamenti regionali e statali».

Presidio. In attesa: «Il Calamasciu e tutti i punti di potenziale esondazione – chiude Sanna – sulla base del Piano di protezione civile, sono presidiati e monitorati dalla polizia locale, dai barracelli e dai volontari».



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