A Ozieri “giochi” adrenalinici dei ragazzi che sfidano la morte

La urva del Gobbo a Ozieri

Si sdraiano sulla strada di notte e balzano in piedi un attimo prima che transiti l’automobile L’episodio arriva dopo gli atti di vandalismo che hanno caratterizzato gli ultimi giorni del carnevale

OZIERI. Sdraiarsi in strada, davanti agli amici, attendere che l’automobile si avvicini e poi balzare in piedi all’ultimo istante. Se fosse un film, creerebbe un po’ di suspence e niente più, ma quando la finzione si trasforma in realtà allora il problema diventa maledettamente serio.

In una cittadina relativamente piccola come Ozieri le voci sussurrate corrono di bocca in bocca e alla fine si scopre che anche in città qualche ragazzino incosciente ha deciso di cimentarsi in un gioco che chiamarlo pericoloso è riduttivo.

In una delle nottate appena trascorse pare che un gruppo di ragazzi, in pieno centro, nei pressi della “Curva del Gobbo”, abbia sfidato la sorte sdraiandosi in strada attendendo l’arrivo delle vetture. La bravata non è passata inosservata e seppure alle locali stazioni di polizia e carabinieri non siano arrivate segnalazioni ufficiali, la paura che gli episodi già accaduti in varie parti d’Italia e in ultimo a Sassari il mese scorso, possano essere emulati desta una certa preoccupazione.

Tutto potrebbe essere riconducibile a un’azione estemporanea che non avrà seguito anche perché Ozieri per fortuna è sempre stata estranea a questo tipo di cose, ma considerando la forza amplificatrice di youtube o dei canali social dove stupide bravate vengono pubblicate facendo proseliti ed emuli, sarà necessario innalzare il livello di guardia.

Gli specchietti retrovisori spaccati per gioco la notte della sfilata carnevalesca, i carrelli porta spesa di un supermercato gettati dalla stazione degli autobus verso il piazzale sottostante, i danneggiamenti che hanno reso di fatto impossibile per ora la riapertura del parcheggio multipiano e infine i sassi lanciati qualche tempo fa alle macchine che transitavano vicino al complesso fieristico del quartiere San Nicola sono i segnali, i sintomi di una deriva che una parte, seppur piccola, di giovani e molto spesso giovanissimi sta prendendo e che arreca danno alla comunità intera.

Di certo non si può parlare di vero e proprio allarme sociale (almeno per il momento) ma gli osservatori del fenomeno ritengono doveroso che tutta la cittadinanza si interroghi sul senso civico di ognuno e raddoppi gli sforzi per capire e migliorare le situazioni di degrado culturale o sociale.

La famiglia in primis e poi la scuola, la chiesa, le società sportive o di aggregazione hanno il compito primario di indirizzare la crescita dei ragazzi di oggi che saranno gli uomini di domani ma spesso la difficoltà di comunicazione o ancor peggio la superficialità nel valutare diverse situazioni creano terreno in cui azioni sconsiderate o irresponsabili germogliano facilmente.

La città soffre come tante altre la crisi occupazionale e sono molti i giovani costretti ad andar via per trovare una occupazione, ma è vero anche che Ozieri si è sempre distinta rispetto ad altri difficili territori e poche volte è stata al centro delle cronache.

La speranza è che anche questa volta tutto rimanga limitato a una semplice ragazzata e la ragione abbia ancora una volta la meglio sull’incoscienza.

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