Sassari, attentato al coordinatore della Lega: "Volevano uccidermi, la matrice è politica"

Al commercialista Giovanni Nurra ignoti hanno svitato i bulloni delle ruote posteriori della sua auto mettendo a rischio l'incolumità sua e dei familiari

SASSARI. «Mi volevano ammazzare. E siccome in vita mia non ho mai avuto nemici né questioni legate al mio lavoro, non posso che pensare che il motivo di tanto odio sia legato alla mia attività politica. E quindi ai vigliacchi che hanno allentato tutti i bulloni delle ruote posteriori della mia auto, rischiando di far male a mia moglie e mio figlio, dico che sono più determinato di prima, e che non mi fanno paura».

Per Giovanni Nurra, commercialista, di Cossoine, l'attentato subito nei giorni scorsi è stato un brutto colpo. Perché lui, oltre che coordinatore della Lega per Sassari Gallura Nuoro e Ogliastra, con la quale si è candidato alle scorse Politiche, di nemici dice di non averne.

Ma il gesto è troppo grave e complesso per pensare solo a una "bravata".A rendere ancora più scottante la vicenda l'eventuale matrice politica del gesto, di cui Nurra si dice sicuro. E che arriva in un momento in cui il clima, nazionale ma anche cittadino, è rovente, tra funerali fascisti, pestaggi di immigrati, sovraesposizione mediatica della Lega e del suo "energico" segretario Salvini.

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