«Subito il presidente del Parco»

Asinara, interviene la Corte dei conti: troppi quattro anni senza guida. Situazione economica positiva

PORTO TORRES. Nel referto annuale della Corte dei Conti in relazione ai controlli eseguiti sui ventidue Enti dei Parchi nazionali presenti sul territorio italiano - specie sulla situazione amministrativa della governance - emerge la scadenza del mandato quinquennale del presidente del Parco nazionale dell’Asinara. Un vuoto che finora non è stato colmato. La Corte ribadisce l’esigenza «di una definizione in tempi rapidi delle procedure di rinnovo degli organi di vertice, in quanto i ritardi, oltre ad incidere sulla funzionalità ed efficienza gestionali, non risultano comunque neanche in linea con la vigente normativa generale in materia di ricostituzione degli organi».

L’organo costituzionale mette in evidenza una delle criticità principali dell’Ente Parco dell’Asinara, da circa quattro anni senza la figura del presidente a causa del mancato accordo politico tra le due istituzioni (ministro dell’Ambiente e governatore della Regione Sardegna) che dovevano provvedere alla nuova nomina. Nel 2016 le associazioni ambientaliste avevano chiesto agli enti governativi e regionali di nominare una persona di comprovata esperienza amministrativa che conoscesse bene il territorio. Mentre un anno dopo, aprile 2017, anche gli oltre cinquanta operatori del Parco chiesero la nomina della presidenza del consiglio direttivo per potersi così confrontare con un quadro certo e definitivo. L’amministrazione pentastellata scelse invece tre nomi che avevano partecipato alla manifestazione di interesse, per l'individuazione delle candidature alla nomina del presidente del Parco bandita dallo stesso Comune. Da allora il problema della nomina si ripropone periodicamente, ma nessuna notizia positiva in merito è trapelata nonostante gli appelli e le prese di posizione di associazioni e amministrazioni locali.

Questa volta è intervenuta anche la Corte dei Conti per evidenziare la governance provvisoria del parco dell’Asinara, e tra qualche mese andrà in scadenza pure il Consiglio direttivo che si occupa a tutt’oggi degli aspetti gestionali. Dall’allegato della Corte emerge una situazione amministrativa ed economico-finanziaria tutto sommato positiva per il Parco dell’Asinara: riceve dal ministero dell’Ambiente un fondo per il funzionamento ordinario pari 2 milioni e 148mila euro (dati riferiti al 2017) e ha tra le entrate proprie, derivanti soprattutto dai diritti concessori agli operatori, 128mila e 348 euro. L’Ente Parco partecipa inoltre a sette progetti europei, per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro ripartiti mediamente in tre anni. Nel versante delle uscite le principali voci riguardano invece la ricerca scientifica (26 per cento), gli interventi in favore della fauna delle specie presenti sull’isola (29 per cento) e l’educazione ambientale che impegna l’11,2 per cento della spesa. Nel referto si rileva che il patrimonio dell’Ente è pari a 8 milioni e 121mila e 848 euro, in continua crescita negli anni perché si è provveduto e si provvede ad investire nella crescita del parco anche dal punto di vista strutturale.

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