Fermate pericolose, Piredda: «Mai più tragedie»

Il rappresentante Faisa Cisal trasporti: a breve un sit in a Ittiri nel luogo in cui morì Antonio Meloni

SASSARI. A distanza di due anni da quella triste mattina del 24 novembre 2017, quando a Ittiri perse la vita Antonio Meloni, lo studente quattordicenne dello Scientifico di Sassari, «la situazione di pericolo resta immutata». A lanciare l’allarme è Pietro Piredda, rappresentante della segreteria regionale della Faisa Cisal trasporti che annuncia iniziative imminenti per risolvere il problema.

«A comunicare all’azienda, reiteratamente, la pericolosità del comportamento dei pendolari in quel capolinea a Ittiri, nonché negli stalli di Sassari per il ritorno in paese, fu lo stesso Andreuccio (l’autista del pullman oggi imputato di omicidio colposo ndc), che quella mattina si trovava alla guida di un autosnodato dell’Arst impegnato come sempre a svolgere con scrupolo il suo servizio per trasportare i pendolari – spiega Piredda – Ed è proprio in quel momento che il pericolo si tramutò davanti agli occhi di tutti in una tragedia, tutti videro tranne Andreuccio. Come è noto, negli snodati e autoarticolati, quando si effettua la svolta a destra, la parte posteriore del veicolo sparisce completamente dalla visuale del conducente, svolta necessaria per attestarsi al capolinea per la “raccolta” degli stessi pendolari». Piredda ci tiene a precisare che «sulle dinamiche della tragedia e sulle eventuali responsabilità ci si affida alla magistratura». Ma, aggiunge, «per quanto riguarda invece noi, vogliamo fare in modo che non possano più ripetersi eventi tragici di questo tipo. Perciò metteremo in atto tutte le procedure affinché si possa garantire il trasporto dei pendolari in totale sicurezza e permettere a tutti i conducenti di svolgere al meglio il proprio lavoro». Perché questo accada, dice Piredda, «abbiamo bisogno della collaborazione dei Comuni oltre che di tutti gli operatori dell’Arst. Invito loro a segnalare tutte le anomalie di servizio e i pericoli. Ci attiveremo entro la fine del mese per un sit in nel luogo della tragedia chiedendo un incontro in loco sia agli amministratori di Ittiri che al comandante della polizia locale e ai genitori dei pendolari». (na.co.)



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